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OpenAI vs Anthropic

OpenAI vs Anthropic: una rivalità da 19 miliardi

OpenAI vs Anthropic: la rivalità che sta ridisegnando il panorama dell’intelligenza artificiale ha raggiunto nel 2026 un’intensità senza precedenti. Con Anthropic che sfiora i 19 miliardi di dollari di fatturato annualizzato e OpenAI che supera i 25 miliardi, la corsa tra le due aziende fondate dagli stessi visionari si è trasformata in uno scontro totale: dai contratti con il Pentagono alla vetta dell’App Store, fino alle accuse personali tra i rispettivi CEO.

In questo articolo scoprirai:

  • Come è nata la rivalità tra Sam Altman e Dario Amodei e perché è diventata personale
  • I numeri aggiornati al 2026: fatturati, valutazioni e tassi di crescita a confronto
  • Il caso Pentagono che ha trasformato Claude nell’app più scaricata al mondo
  • ChatGPT vs Claude: quale conviene davvero per gli utenti italiani
  • Chi sta vincendo la corsa all’AI e cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Le origini della rivalità: una scissione ideologica

Per capire lo scontro tra OpenAI e Anthropic dobbiamo tornare al 2021. Dario Amodei era vicepresidente della ricerca in OpenAI quando decise di andarsene, portando con sé la sorella Daniela e altri sei ricercatori di punta. Il motivo ufficiale: divergenze sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo Amodei, OpenAI stava sacrificando la prudenza sull’altare della velocità commerciale.

Quella che iniziò come una separazione professionale si è trasformata nel tempo in una delle rivalità più feroci della storia tech. Sam Altman non ha mai nascosto il fastidio per quella che considera un’ipocrisia: un’azienda che predica la sicurezza ma compete aggressivamente sullo stesso mercato. Amodei, dal canto suo, ha definito le dichiarazioni di Altman “menzogne belle e buone” in un memo interno trapelato nei primi mesi del 2026.

Il livello di ostilità personale ha raggiunto un punto tale che, durante un recente vertice con il primo ministro indiano Narendra Modi, i due CEO hanno rifiutato di apparire nella stessa foto di gruppo. Un gesto che ricorda le grandi faide della Silicon Valley (Jobs contro Gates, Musk contro Zuckerberg) ma con una posta in gioco enormemente più alta.

I numeri del 2026: una corsa da miliardi

I dati finanziari raccontano una storia di crescita vertiginosa per entrambe le aziende, ma con dinamiche molto diverse.

OpenAI ha raggiunto un fatturato annualizzato di circa 25 miliardi di dollari a febbraio 2026, in crescita rispetto ai 20 miliardi di fine 2025 e ai 13,1 miliardi di ricavi effettivi nell’intero anno. L’azienda sta finalizzando un round di finanziamento che potrebbe superare i 100 miliardi di dollari, con una valutazione oltre gli 850 miliardi.

Anthropic, dal canto suo, ha quasi raddoppiato il proprio fatturato annualizzato portandolo a 19 miliardi di dollari, dai 9 miliardi di fine 2025. A febbraio 2026 ha chiuso un round da 30 miliardi di dollari con una valutazione di 380 miliardi. Claude Code, il suo prodotto per sviluppatori, genera da solo 2,5 miliardi di dollari annui.

Il dato più significativo riguarda la velocità di crescita. Secondo Epoch AI, Anthropic cresce a un ritmo di circa 10 volte l’anno dal raggiungimento del primo miliardo, contro il 3,4x di OpenAI. Se questi tassi dovessero mantenersi, il sorpasso potrebbe avvenire già intorno ad agosto 2026, con entrambe le aziende intorno ai 43 miliardi di fatturato annualizzato.

Combinando le valutazioni, il valore complessivo delle due aziende supera i 1.200 miliardi di dollari, più del PIL di paesi come la Spagna o l’Australia. Un dato che rende l’idea della scala finanziaria che il settore AI ha raggiunto, con implicazioni dirette anche per chi valuta il ROI dell’intelligenza artificiale generativa nelle proprie strategie aziendali.

La guerra dell’App Store: Claude al primo posto

Il colpo di scena più clamoroso dei primi mesi del 2026 è arrivato dall’App Store di Apple. L’app Claude, che a inizio febbraio occupava la posizione numero 42 tra le app gratuite per iPhone, è schizzata al primo posto il 28 febbraio 2026, scalzando proprio ChatGPT dalla vetta.

I numeri sono impressionanti: gli utenti attivi giornalieri di Claude hanno raggiunto 11,3 milioni al 2 marzo 2026, con un incremento del 183% rispetto a gennaio. I download giornalieri negli Stati Uniti hanno toccato quota 149.000, superando i 124.000 di ChatGPT. Il traffico web è cresciuto del 297,7% su base annua.

Claude si è posizionata come app gratuita numero uno in 15 paesi, tra cui Regno Unito, Canada, Francia e Singapore. ChatGPT è scivolata al secondo posto, con Gemini di Google al quarto. Un ribaltamento impensabile fino a pochi mesi prima, quando ChatGPT dominava incontrastata la scena consumer.

Un portavoce di Anthropic ha dichiarato che i nuovi iscritti giornalieri hanno battuto il record storico ogni giorno della prima settimana di marzo, con gli utenti gratuiti aumentati del 60% da gennaio e gli abbonati a pagamento più che raddoppiati dall’inizio dell’anno.

Il caso Pentagono: quando la politica accelera il mercato

Il catalizzatore di questa esplosione di popolarità è stato un evento apparentemente negativo: lo scontro con il Pentagono. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha etichettato Anthropic come “rischio per la catena di fornitura” dopo che il CEO Dario Amodei avrebbe rifiutato di permettere l’uso di Claude per operazioni di sorveglianza di massa e azioni militari offensive.

La situazione è paradossale: Claude viene già utilizzato nel sistema Maven Smart del Dipartimento della Difesa, impiegato in operazioni militari in Iran. Ma Anthropic mantiene limiti precisi su quali applicazioni siano accettabili, una posizione che ha generato attrito con le richieste del Pentagono.

OpenAI, al contrario, ha stretto accordi diretti con il Pentagono, segnando una netta divergenza strategica tra le due aziende. Ma qui è avvenuto il colpo di scena: quella che sembrava una sconfitta commerciale per Anthropic si è trasformata in un’operazione di branding involontaria. Milioni di utenti hanno interpretato la posizione di Amodei come una presa di posizione a favore della privacy e della sicurezza, riversandosi sull’app Claude.

Come ha notato Fortune, questa dinamica espone un problema più profondo: una quantità enorme di potere sul futuro dell’intelligenza artificiale è concentrata nelle mani di pochi leader aziendali e funzionari governativi, con rivalità personali che influenzano decisioni strategiche globali.

La faida personale: Altman contro Amodei

Lo scontro tra Sam Altman e Dario Amodei ha superato i confini della competizione aziendale per diventare una guerra di parole senza precedenti nel settore tech.

In un memo interno trapelato, Amodei ha definito la comunicazione di OpenAI “mendace” e ha parlato di “teatro della sicurezza”, un’accusa pesantissima per un’azienda che ha fatto della missione sociale il proprio biglietto da visita. Ha definito molte delle dichiarazioni di Altman “bugie” e “gaslighting”.

Altman non è rimasto a guardare: ha definito una campagna pubblicitaria di Anthropic durante il Super Bowl “chiaramente disonesta” e ha accusato l’azienda di “doppio linguaggio”. La tensione è tale che i due non si rivolgono più la parola in pubblico, rendendo impossibile qualsiasi forma di collaborazione sugli standard di sicurezza, un’ironia amara, considerando che entrambi dichiarano la sicurezza AI come priorità assoluta.

Anche Microsoft, storico partner di OpenAI, la considera ormai un concorrente nel settore dell’intelligenza artificiale, aggiungendo un ulteriore livello di complessità a una situazione già intricata.

Prodotti a confronto: ChatGPT vs Claude nel 2026

Al di là delle polemiche, la battaglia si gioca sulla qualità dei prodotti. Ecco come si posizionano le due piattaforme nel marzo 2026.

ChatGPT (OpenAI) resta il punto di riferimento per il grande pubblico, con oltre 400 milioni di utenti settimanali. Il modello GPT-5.2 offre capacità multimodali avanzate, la piattaforma Frontier lanciata a febbraio 2026 punta al deployment aziendale di agenti AI, e il progetto Stargate prevede investimenti da 600 miliardi di dollari in infrastrutture di calcolo entro il 2030. OpenAI ha anche introdotto la pubblicità in ChatGPT, una mossa che ha suscitato reazioni contrastanti.

Claude (Anthropic) ha conquistato terreno con il modello Claude Opus 4.6, che ha preso il primo posto nei benchmark di Artificial Analysis battendo GPT-5.2 e Gemini. Si è classificato primo anche su Arena.ai, dove gli utenti valutano le risposte AI in test comparativi alla cieca. In parallelo, Anthropic ha confermato che Claude resterà senza pubblicità, differenziandosi nettamente dalla strategia di monetizzazione di OpenAI. L’azienda ha anche lanciato il Claude Marketplace con partner come Snowflake, GitLab e Replit.

Anthropic sta inoltre allargando la suite di prodotti oltre il modello: con Claude Design Claude genera interfacce e materiali grafici a partire da prompt, presidiando anche il terreno della progettazione visiva dove OpenAI punta soprattutto su immagini e video generativi.

Sul fronte degli strumenti per sviluppatori, Claude Code domina il mercato con una quota su SWE-bench superiore di 23 punti percentuali rispetto a Codex di OpenAI, integrandosi con il protocollo MCP per una connettività estesa. L’impatto di Claude sulle aziende software è stato tale da causare un crollo di 285 miliardi in Borsa nel settore.

Cosa significa per gli utenti italiani

Per chi si trova in Italia, la scelta tra ChatGPT e Claude dipende dall’uso previsto. ChatGPT ha avuto un percorso travagliato nel nostro paese, con il blocco del Garante Privacy nel 2023 e il successivo ritorno. Nel 2026, entrambe le piattaforme sono pienamente accessibili dall’Italia.

Per un uso generico e conversazionale, ChatGPT mantiene un vantaggio nell’ecosistema: integrazione con plugin, generazione di immagini e un’interfaccia più matura. Il piano gratuito è generoso e il piano Plus resta competitivo a 20 dollari al mese.

Per la programmazione e l’uso professionale, Claude si è affermato come scelta preferita da sviluppatori e aziende. La qualità del ragionamento, la lunghezza della finestra di contesto e la precisione nelle attività complesse lo rendono superiore nei benchmark tecnici. Va tuttavia tenuto conto dei limiti di utilizzo che Anthropic applica anche agli abbonati.

Il dato sull’adozione aziendale è significativo: il 79% delle aziende che pagano per Anthropic paga anche per OpenAI, suggerendo che nel mondo enterprise la tendenza è verso un approccio multi-fornitore piuttosto che una scelta esclusiva.

Chi sta vincendo e cosa aspettarsi

La risposta dipende dalla metrica scelta. OpenAI vince in termini di fatturato assoluto (25 miliardi contro 19), utenti totali e penetrazione di mercato (42% contro 22% tra le aziende). Ma Anthropic vince in velocità di crescita, soddisfazione degli sviluppatori e, ora, anche nei download consumer.

Le proiezioni di Epoch AI indicano un possibile sorpasso entro la fine del 2026, anche se entrambe le aziende si aspettano un rallentamento della crescita. OpenAI prevede di crescere 2,2 volte nel corso dell’anno, Anthropic punta a un 4x, numeri che, se confermati, porterebbero a un sorpasso nel 2027.

Entrambe restano in profonda perdita: OpenAI prevede 14 miliardi di dollari di perdite nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere la redditività solo nel 2030. Anthropic non ha divulgato proiezioni sulle perdite, ma con investimenti massicci in ricerca e infrastrutture, la situazione è analoga.

Per gli utenti finali, la competizione è una notizia eccellente. La pressione reciproca sta accelerando l’innovazione, abbassando i prezzi e migliorando la qualità di entrambi i prodotti. Che si scelga ChatGPT o Claude, il vero vincitore di questa rivalità da miliardi è chi usa l’AI ogni giorno.

Fonti:

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