Claude Design è lo strumento di Anthropic che trasforma prompt testuali in prototipi interattivi, slide, mockup e materiali di marketing. Lanciato il 17 aprile 2026 e alimentato al debutto dal modello Claude Opus 4.7, è entrato in diretta competizione con Figma, Adobe e Canva, e ha provocato un calo del 6,8% delle azioni Figma nel giorno del lancio (Yahoo Finance). Da allora è cambiato due volte: a giugno si è legato a Claude Code e ai design system aziendali, a settembre è entrato dentro le normali conversazioni con Claude, ed è oggi in beta sui piani a pagamento. Per mimir.bot significa una cosa: Anthropic sta uscendo dal perimetro dei “modelli linguistici” per colonizzare l’application layer del design enterprise.
In questo articolo scoprirai:
- Che cos’è esattamente Claude Design e su quale modello si basa
- Cosa hanno cambiato gli aggiornamenti di giugno e settembre 2026
- Chi può accedervi, a quale prezzo e con quali limitazioni
- Come si integra con Claude Code, Canva e l’ecosistema Anthropic
- Perché il lancio ha fatto crollare Figma in Borsa e cosa cambia per il mercato del design
Claude Design di Anthropic
Claude Design è un prodotto di Anthropic Labs che permette di generare asset visivi, prototipi interattivi e presentazioni attraverso conversazioni in linguaggio naturale con Claude. Lanciato in research preview il 17 aprile 2026 (TechCrunch) e oggi in beta, è accessibile all’indirizzo claude.ai/design e, da settembre, anche dentro le chat con Claude. Al lancio, secondo l’annuncio di Anthropic, era alimentato dal modello vision Claude Opus 4.7, rilasciato pochi giorni prima come ricorda 9to5Mac.
La logica è semplice ma dirompente: invece di aprire Figma o Adobe XD e costruire frame a mano, l’utente descrive a parole cosa vuole ottenere, “una landing page per un SaaS B2B di analytics, con tono fiducioso e palette blu scuro”, e Claude restituisce una prima versione modificabile. Da lì si itera attraverso chat, commenti inline, modifiche dirette o slider personalizzati che Claude stesso genera per ogni progetto.
A chi serve Claude Design: il posizionamento di Anthropic
Il target primario di Claude Design non sono i designer professionisti: nell’annuncio di lancio Anthropic lo presenta come uno strumento «per founder, product manager e marketer che hanno un’idea ma non un background di design». In altre parole, parla a chi oggi perde ore a creare slide o mockup con risultati mediocri. È il terzo tassello, dopo Computer Use e Dispatch e Claude Code, con cui Anthropic trasforma il suo modello in una piattaforma applicativa verticale.
Per capire meglio l’architettura e la filosofia di Anthropic dietro prodotti come questo, vale la pena leggere la nostra guida completa a Claude AI, che analizza cos’è il modello, come funziona e quali sono i suoi limiti strutturali.
Anthropic, l’azienda che ha creato Claude Design
Anthropic è una società americana di ricerca sull’intelligenza artificiale fondata nel 2021 da Dario Amodei, Daniela Amodei e altri ex ricercatori di OpenAI, con sede a San Francisco. Il suo prodotto principale è Claude, la famiglia di modelli linguistici e multimodali che alimenta Claude Design, Claude Code e gli altri strumenti della piattaforma. A differenza di molti competitor, Anthropic si posiziona come un’azienda safety-first: la ricerca sulla sicurezza dei sistemi AI è parte centrale della sua missione, non un elemento accessorio. Questo orienta le scelte di prodotto, dall’approccio costituzionale all’addestramento dei modelli fino alla prudenza con cui gestisce il rollout di funzioni nuove come Claude Design stesso.
Claude Design nel 2026: gli aggiornamenti di giugno e settembre
Dopo il lancio di aprile Claude Design è cambiato due volte: il 17 giugno 2026 Anthropic lo ha collegato a Claude Code e ai design system aziendali, e il 16 settembre lo ha portato dentro le normali conversazioni con Claude. Nel frattempo lo strumento è uscito dalla research preview: secondo la guida ufficiale del Claude Help Center oggi è in beta sui piani Pro, Max, Team ed Enterprise.
Claude Design e Claude Code: l’aggiornamento di giugno 2026
L’aggiornamento di giugno rende Claude Design più fedele al brand e lo collega a Claude Code in entrambe le direzioni. Nel post di Anthropic del 17 giugno 2026 l’azienda dichiara che oltre un milione di persone ha usato Claude Design nella prima settimana. Il design system, cioè l’insieme di colori, tipografia e componenti riusabili che tiene coerenti i prodotti di un’azienda, ora si importa da un repository GitHub, da file di design o da upload diretti, e resta applicato da un progetto all’altro.
Sul lato sviluppo arrivano due comandi: /design-sync, che porta in Claude Design il design system già presente nel codice, e /design, che crea, modifica e sincronizza i progetti di design direttamente da una sessione di Claude Code. Il canvas diventa un editor vero, con trascinamento, ridimensionamento e allineamento degli elementi, e compaiono i connettori verso Adobe, Base44, Canva, Gamma, Lovable, Miro, Replit, Vercel e Wix. L’uso di Claude Design, precisa Anthropic, consuma gli stessi limiti condivisi con il resto di Claude, Claude Code compreso.
Claude Design nelle chat di Claude: la fusione di settembre 2026
Dal 16 settembre 2026 Claude Design funziona anche dentro le conversazioni con Claude. L’annuncio «Claude Cowork e la chat sono ora un solo Claude», pubblicato sul blog di Claude, unisce chat, Cowork e Design in un’unica esperienza e lancia in beta Claude Docs e Claude Slides: le presentazioni, da ora, hanno un punto di partenza dedicato in Slides. Anthropic spiega che per gli utenti la parte frustrante era «decidere a quale posto appartenesse un compito», e che Claude ora capisce da solo di cosa ha bisogno.
Chi lavora già su claude.ai/design non perde nulla: «se usi Claude Design da solo, continua a funzionare come prima», scrive Anthropic. Il rollout parte da Pro e Max nelle prossime settimane, Team e Free seguiranno, mentre gli amministratori Enterprise decidono quando attivare le novità e ricevono un preavviso di almeno 30 giorni. Cowork, come riporta VentureBeat, smette di esistere come prodotto separato.
Come usare Claude Design dal prompt al prototipo
Claude Design funziona come un designer-partner conversazionale: l’utente fornisce un prompt iniziale, Claude genera una prima bozza, e le modifiche avvengono attraverso chat, commenti inline, editing diretto o slider personalizzati. Il motore annunciato al lancio è Claude Opus 4.7, un modello multimodale che combina ragionamento testuale e visione avanzata per produrre output coerenti dal punto di vista semantico e visivo.
Aggiornamento, settembre 2026. Il 24 luglio 2026 Anthropic ha rilasciato Claude Opus 5, diventato il modello di punta della famiglia e il predefinito sul piano Max. Né l’annuncio di giugno né la guida ufficiale di Claude Design indicano però quale modello alimenti oggi lo strumento: il riferimento documentato resta Opus 4.7, quello annunciato al lancio di aprile.
Il flusso di lavoro di Claude Design: input, iterazioni e slider
Il flusso operativo parte da un input che può essere puro testo, un’immagine, un documento (DOCX, PPTX, XLSX) o addirittura un intero codebase. Claude analizza il materiale e produce una prima iterazione del progetto. A differenza di un generatore d’immagini statico, qui il risultato è un artefatto modificabile: se l’utente commenta “rendi la CTA più aggressiva” o sposta manualmente un elemento, il sistema capisce il contesto semantico e propaga le modifiche alle componenti correlate.
Una delle feature più interessanti è la generazione dinamica di slider. Claude non presenta un’interfaccia rigida ma, a seconda del progetto, crea in autonomia controlli personalizzati, per esempio uno slider “formalità del tono” su una pitch deck, o uno “densità di informazioni” su una landing page, che l’utente può manipolare in tempo reale per esplorare varianti.
Il sistema supporta anche il “frontier design”: secondo VentureBeat, Claude Design può generare componenti che incorporano voce, video, shader e elementi 3D, ampliando il perimetro oltre il design statico tradizionale. Questa capacità è resa possibile dalla natura vision-native di Claude Opus 4.7, il modello di punta della famiglia Claude al momento del lancio, che eredita e amplia le capacità del precedente Opus 4.6.
Funzionalità di Claude Design per i team
La funzionalità enterprise più distintiva di Claude Design è il brand system automatico: Claude legge il codebase e i file di design aziendali e costruisce un linguaggio visivo interno che applica a ogni progetto successivo. Colori, tipografia, componenti e linee guida vengono ricostruiti automaticamente, risolvendo uno dei problemi più costosi del design enterprise: la coerenza visiva cross-team.
Oltre all’onboarding brand-aware, Claude Design offre un set di feature pensate per il lavoro collaborativo:
- Import multi-formato: testo, immagini, documenti Office (DOCX, PPTX, XLSX), codebase interi e, da giugno, repository GitHub per il design system
- Web capture tool: funzione che permette di catturare elementi dal proprio sito aziendale, così che i prototipi somiglino al prodotto reale
- Commenti inline ed editing sul canvas: ogni partecipante può intervenire sul progetto, e dall’aggiornamento di giugno può trascinare, ridimensionare e allineare gli elementi come in un Figma tradizionale
- Slider generativi custom: controlli dinamici creati da Claude in base al tipo di progetto
- Condivisione organization-scoped: permessi di view/edit controllabili a livello di organizzazione
Export di Claude Design: formati e alternative
Claude Design esporta in ZIP, PDF, PPTX, HTML standalone e Google Slides, secondo la guida ufficiale, oppure invia il progetto direttamente a Canva e agli altri connettori. Il supporto a formati eterogenei risolve un problema pratico non banale: l’output non resta bloccato dentro il walled garden di Anthropic, ma può essere consegnato a chiunque nell’azienda, dai venditori che preparano pitch deck alle agenzie esterne che lavorano su PDF. Per chi cerca strumenti di design AI-first alternativi, abbiamo analizzato Lovart, un competitor emergente che ha sollevato analoghe preoccupazioni sul futuro del mestiere del designer.
Claude Design gratis: accesso e piani disponibili
Claude Design è disponibile in beta per gli abbonati a Claude Pro, Max, Team ed Enterprise, ed è incluso nei limiti di utilizzo esistenti del piano. Non c’è un costo aggiuntivo né un’allowance separata: secondo la guida ufficiale, quando il limite si esaurisce lo strumento resta bloccato fino al reset o all’acquisto di crediti extra. Gli utenti del piano Free restano esclusi: l’annuncio di settembre dice che Free «seguirà a breve» nel rollout della nuova esperienza unificata, senza una data.
Come attivare Claude Design su claude.ai e in Claude Code
Claude Design si apre da claude.ai/design, dall’icona palette nel pannello di sinistra, oppure dentro una chat chiedendo un design o scegliendo Output > Design. Secondo la guida ufficiale si trova anche nella scheda Artifacts con i template Design, in Claude Code (desktop e terminale) con il comando /design e nelle app iOS e Android, dove però i progetti si visualizzano e non si modificano. Sui piani Pro, Max e Team è attivo di default; nelle organizzazioni Enterprise gli amministratori devono abilitarlo esplicitamente nelle Organization settings, e secondo la guida per gli admin possono limitare la pubblicazione e la cancellazione dei design system per singoli utenti. È una prudenza comprensibile, perché l’onboarding richiede accesso a codebase e design file aziendali sensibili.
Limiti di utilizzo di Claude Design e lingua italiana
Il consumo è il punto da tenere d’occhio: un prodotto vision-heavy come Claude Design, che genera asset visivi complessi e iterabili, consuma token molto più di una chat testuale. Il tema è rilevante perché negli ultimi mesi Anthropic ha attraversato diverse turbolenze infrastrutturali e modifiche non comunicate ai limiti di utilizzo. La guida ufficiale conferma che progetti complessi con codebase grandi pesano di più sulla quota, e gli utenti Pro con utilizzi intensivi possono esaurirla rapidamente.
Sul fronte della lingua, Anthropic non ha pubblicato indicazioni specifiche sull’italiano per Claude Design. I modelli Claude supportano l’italiano come lingua di input e output, quindi i prompt si possono scrivere in italiano senza problemi; conviene però controllare con attenzione layout e testi lunghi generati, prima di consegnarli, come si farebbe con qualsiasi output generativo.
Claude Design: integrazioni con Code e Canva
Claude Design chiude il loop dell’ecosistema Anthropic generando un “handoff bundle” che può essere passato direttamente a Claude Code per la produzione del codice di implementazione, come descrive l’annuncio di Anthropic. È il collegamento più interessante dal punto di vista strategico: dalla descrizione testuale (“voglio una dashboard analytics”) si arriva al prototipo interattivo e poi al codice production-ready senza cambiare piattaforma.
Il workflow completo funziona così. Un product manager apre Claude Design, descrive la feature, itera sulla UI con slider e commenti. Quando il prototipo è approvato, il progetto viene impacchettato in un bundle strutturato: componenti, stili, asset, specifiche comportamentali. Questo bundle si trasferisce in un’unica istruzione a Claude Code, che genera il codice di front-end e lo integra nel repository aziendale. Con l’aggiornamento di giugno il percorso vale anche al contrario: da una sessione di Claude Code il comando /design crea e modifica il design, e /design-sync porta in Claude Design il design system del codice. Anthropic offre così un flusso design-to-production end-to-end dentro un solo ecosistema.
Connettori di Claude Design: Canva, Adobe e gli altri partner
Canva è stata il primo partner esterno di Claude Design: i progetti si esportano direttamente in Canva per rifiniture e distribuzione. La partnership è stata ufficializzata con un comunicato congiunto di Canva e Anthropic pochi giorni prima del lancio. Brilliant è il secondo partner citato al lancio, con casi d’uso focalizzati sull’educational content. Da giugno la lista si è allungata: la guida ufficiale cita Adobe, Gamma, HubSpot, Miro, Netlify, Vercel e Wix, un’apertura coerente con i connettori di Claude per i creativi dedicati ad Adobe, Blender e Autodesk.
L’architettura di integrazione si basa su protocolli aperti tra cui Model Context Protocol (MCP), lo standard open-source promosso da Anthropic per far dialogare modelli LLM con strumenti esterni. Questo significa che sviluppatori terzi possono costruire estensioni e connettori verso Claude Design senza dover passare da API proprietarie a pagamento.
Claude Design e Figma a confronto: l’impatto in Borsa
Il titolo Figma è crollato fino al 6,8% nel giorno del lancio di Claude Design perché il mercato ha interpretato la mossa come un attacco diretto al core business della società, amplificato dal fatto che il CPO di Anthropic aveva appena lasciato il consiglio di amministrazione di Figma. Yahoo Finance ha documentato il calo nella seduta del 17 aprile 2026.
La successione degli eventi è stata chirurgica. Secondo TechCrunch, il 16 aprile il CPO di Anthropic si è dimesso dal board di Figma in seguito a indiscrezioni sull’imminente lancio di un prodotto concorrente. Il giorno dopo, Anthropic ha annunciato Claude Design. Una mossa che molti analisti hanno letto come un segnale: Anthropic non si accontenta più di essere un fornitore di intelligenza sottostante per le design tool tradizionali, ma vuole competere sull’interfaccia finale.
Claude Design contro Figma, Adobe e Canva
Claude Design scavalca il ponte che Figma aveva costruito tra AI generativa e workflow creativi: parte direttamente dal modello, senza passare per un tool. La reazione di mercato non sorprende chi osserva l’ecosistema design-tech, perché Figma si era posizionata proprio lì, con partnership e feature AI integrate. Tre settimane dopo il lancio, Yahoo Finance registrava il titolo Figma a 19,29 dollari, in calo del 48,7% da inizio anno, mentre gli utenti attivi settimanali di Figma Make, l’app builder AI della società, crescevano di oltre il 70% sul trimestre precedente. Per chi segue queste dinamiche abbiamo raccontato un episodio simile con Claude Cowork, il tool Anthropic che ha bruciato 285 miliardi in Borsa nel settore software.
Adobe e Canva sono le altre grandi esposte. Adobe Creative Cloud ha costruito la sua value proposition sull’integrazione profonda con workflow professionali, un terreno dove Claude Design oggi è debole ma dove crescerà rapidamente. Canva, pur essendo partner, potrebbe vedere eroso il segmento “template-based design per non designer” che rappresenta il cuore del suo business SMB.
Target di Claude Design: designer e non
Claude Design è progettato prima di tutto per i non-designer, product manager, founder, marketer, developer, ma offre anche flussi professionali per designer che vogliono esplorare rapidamente molte varianti prima di convergere su un’idea. È una strategia a doppio binario che permette ad Anthropic di aggredire due mercati diversi con lo stesso prodotto.
Per il non-designer il valore è immediato: passare da “mi serve una slide per il board” a un risultato presentabile in pochi minuti, senza imparare Figma o Keynote (da settembre, per le presentazioni, Anthropic indirizza verso Claude Slides). Per il designer professionista il valore è diverso ma reale: usare Claude Design come sketchpad AI per esplorare decine di direzioni in un’ora invece di un paio in una giornata, portando poi solo le migliori su tool specializzati. The Register ha commentato con tono scettico («chi ha bisogno dei designer?») proprio questo rischio di dequalificazione del mestiere.
Claude Design e il futuro del mestiere del designer
Anthropic comunica Claude Design come “amplificatore” della creatività umana, non come sostituto. La società ha storicamente insistito sulla propria attenzione etica, basti pensare al lavoro di Amanda Askell sulla filosofia morale di Claude, e nell’annuncio di lancio scrive che «anche i designer esperti devono razionare l’esplorazione: raramente c’è il tempo di prototipare una dozzina di direzioni». È lo spazio che lo strumento promette di liberare.
Nella pratica, la verità sarà probabilmente nel mezzo. I ruoli di design execution (template monkey, produttori di slide corporate, graphic designer junior per materiali marketing ripetitivi) sono a maggior rischio di compressione. I ruoli strategici (brand designer, UX researcher, design system architect) vedranno probabilmente un aumento di produttività senza sostituzione. È un pattern già osservato in altri verticali colpiti dall’AI generativa, come analizzato nel nostro articolo cornerstone sull’intelligenza artificiale generativa e su come funziona davvero.
Limiti e criticità di Claude Design
Claude Design è ancora in beta, il che significa instabilità, allucinazioni visive occasionali, consumo di token elevato e un ecosistema di export che, pur cresciuto con i connettori di giugno, resta meno maturo di quello dei competitor consolidati. È un prodotto promettente ma non pronto per diventare l’unico tool di design di un’azienda.
I limiti principali, in parte ammessi dalla stessa guida ufficiale, sono questi:
- Precisione pixel-perfect: Claude Design è ottimo per concept e prototipi, ma chi lavora su specifiche strette (es. le Human Interface Guidelines di Apple) ha ancora bisogno del controllo fine di un editor tradizionale
- Versionamento: la guida ammette che oggi manca la cronologia delle versioni e che l’editing simultaneo di più persone non è affidabile, il che rende difficile il lavoro parallelo sullo stesso file
- Commenti e codebase grandi: i commenti inline a volte non restano salvati e i codebase molto grandi possono rallentare l’editor
- Consumo di token: operazioni complesse erodono rapidamente le quote, che dal giugno 2026 sono esplicitamente condivise con gli altri prodotti Claude
Governance di Claude Design nelle aziende regolate
L’onboarding che legge codebase e design file aziendali solleva questioni di compliance non banali. Anthropic ha aggiunto controlli admin su pubblicazione e cancellazione dei design system, ma il perimetro tecnico, chi accede, dove risiede il processing, come si revoca, è ancora in fase di consolidamento. Per aziende regolate (financial services, healthcare) queste incognite possono bloccare l’adozione fino a quando non usciranno audit report formali.
Un aspetto positivo da segnalare è che Claude Design eredita la scelta di tenere Claude senza pubblicità: dentro lo strumento non ci sono banner né monetizzazione pubblicitaria. Un posizionamento ad-free che differenzia Anthropic da alcuni competitor consumer-first.
Claude Design nella strategia di Anthropic
Claude Design è il tassello che trasforma Anthropic da fornitore di modelli LLM a piattaforma applicativa verticale, chiudendo il loop “idea → design → codice → deployment” interamente dentro l’ecosistema Claude. Insieme a Claude Code, Computer Use e Dispatch, e dopo che a settembre Cowork è stato assorbito nella chat, rappresenta la più ambiziosa espansione product-led della storia della società.
La mossa segue una traiettoria identificata da molti osservatori: i grandi laboratori AI stanno verticalmente integrando la propria offerta per catturare margine nell’application layer. OpenAI lo ha fatto con GPTs e con l’app store; Google con Gemini integrato in Workspace; Anthropic ha scelto prima prodotti stand-alone come Claude Design, e ora li riunisce dentro un unico Claude che decide da solo quale strumento serve.
Perché Claude Design conviene ad Anthropic: il modello di business
Il razionale economico è evidente: un prodotto in abbonamento vale più di un’API. Un’API LLM ha margini aggredibili dai competitor e commoditizzabili nel tempo. Un prodotto SaaS con abbonamento recurring, lock-in di brand system aziendali e workflow integrati ha margini più alti e retention superiore. Per Anthropic significa anche ridurre la dipendenza da pochi grandi clienti API e costruire una base utenti diretta.
Resta da vedere se Anthropic saprà costruire la cultura product-centric necessaria. Storicamente è stata una società research-first, e i prodotti finora rilasciati, da Claude Opus advisor alle feature agentiche, hanno mostrato UX eccellenti ma anche una certa ruvidezza nei flussi enterprise. Claude Design è il test più ambizioso di questa trasformazione: un prodotto che compete con Figma, che affina la propria UX da oltre un decennio, e con Canva e la sua enorme base di utenti consumer.
Come provare Claude Design in azienda senza lock-in
La strada più sensata oggi è provare Claude Design su casi d’uso non mission-critical, come pitch deck interni, esplorazione di concept e prototipi rapidi, e raccogliere feedback dai team. In parallelo conviene ripensare la value proposition del proprio stack design-tech, perché gli strumenti che si acquistano oggi potrebbero essere commodity domani. Chi adotta ora con pragmatismo, senza lock-in prematuri, avrà il vantaggio di imparare senza costi di migrazione quando l’AI design diventerà standard.
Dalla teoria alla pratica: per portare questi modelli nei processi aziendali esiste Mimír AI Agent, l’agente AI per le imprese.
Per capire come l’AI diventa operativa e porta valore in azienda, leggi la nostra guida agli agenti AI per le imprese.
Fonti:
- Introducing Claude Design by Anthropic Labs, Anthropic, 17 aprile 2026
- Claude Design now stays on brand for daily work, Claude by Anthropic, 17 giugno 2026
- Claude Cowork and chat are now one Claude, Claude by Anthropic, 16 settembre 2026
- Get started with Claude Design, Claude Help Center
- Claude Design admin guide for Team and Enterprise plans, Claude Help Center
- Introducing Claude Opus 5, Anthropic, 24 luglio 2026
- Anthropic launches Claude Design, a new product for creating quick visuals, TechCrunch, 17 aprile 2026
- Anthropic just launched Claude Design, an AI tool that turns prompts into prototypes and challenges Figma, VentureBeat, 17 aprile 2026
- Anthropic is killing off Claude Cowork and folding it into Claude chat, launching Claude Docs and Claude Slides, VentureBeat, 16 settembre 2026
- Anthropic CPO leaves Figma’s board after reports he will offer a competing product, TechCrunch, 16 aprile 2026
- Figma stock slides after Anthropic releases Claude Design, Yahoo Finance, 17 aprile 2026
- Claude Design Puts Figma’s AI Growth Story Under Closer Scrutiny, Yahoo Finance, 7 maggio 2026
- Anthropic debuts Claude Design, because who needs designers?, The Register, 17 aprile 2026
- Canva Announces Anthropic Collaboration to Bring AI-Powered Design to Millions, Business Wire, 10 aprile 2026
- Anthropic launches Claude Design following Opus 4.7 model upgrade, 9to5Mac, 17 aprile 2026
Domande frequenti
A cosa serve Claude Design?
Permette di creare design, prototipi interattivi, presentazioni, slide e one-pager descrivendoli a parole a Claude. Trasforma un'idea espressa in linguaggio naturale in un output visivo, utile anche a chi non è designer.
Come funziona Claude Design?
Si basa sul modello multimodale di Anthropic (Claude Opus 4.7): descrivi ciò che ti serve in chat e Claude genera il design o il prototipo, che puoi poi affinare continuando la conversazione, lavorando con testo, immagini e codice.
Claude Design è gratuito?
Claude Design è un prodotto di Anthropic Labs e l'accesso dipende dal piano Claude: alcune funzioni sono disponibili nei piani a pagamento. Conviene verificare il proprio piano nel Centro assistenza di Anthropic per i dettagli aggiornati.
In cosa è diverso dai tool di design classici come Figma?
È conversazionale: invece di disegnare manualmente ogni elemento, descrivi a parole il risultato e l'AI produce prototipi, slide o pagine. Abbassa la barriera d'ingresso e velocizza la produzione visiva, pur non sostituendo del tutto il controllo fine di strumenti come Figma.



