Negli ultimi giorni circa sei ingegneri di Anthropic sono stati distaccati all’interno della National Security Agency (NSA) per operazionalizzare Claude Mythos, il modello di cybersicurezza ad accesso ristretto dell’azienda.
La notizia descrive un’apparente contraddizione: la stessa Anthropic ufficialmente esclusa da gran parte dei contratti del Pentagono come “supply chain risk”, lavora dentro l’agenzia di intelligence più segreta degli Stati Uniti. Mentre il CEO Dario Amodei continua a presentare l’azienda come paladina dell’AI responsabile, gli ingegneri di Anthropic personalizzano un modello AI utilizzabile, secondo le fonti, per infiltrarlo contro minacce statali non democratiche.
In questo articolo scoprirai:
- Perché il Pentagono ha sanzionato Anthropic ma l’NSA ne mantiene la cooperazione
- Il ruolo di Claude Mythos tra cybersicurezza difensiva e deterrenza statale
- Il dibattito etico sui confini operativi dell’AI di frontiera
Cosa è successo: sei ingegneri Anthropic dentro l’NSA
Secondo il rapporto del Financial Times, ripreso da diverse testate internazionali, “half a dozen” (circa sei) ingegneri di Anthropic sono stati schierati come “forward-deployed staff” presso la sede della NSA per adattare Claude Mythos a “specialized applications”. Fonti vicine al dossier hanno indicato che il modello potrebbe essere utilizzato per infiltrare reti in paesi come Cina e Iran, anche se né l’NSA né Anthropic hanno confermato pubblicamente lo scopo operativo specifico.
Il Small Wars Journal osserva che l’accordo rappresenta “una strategia governativa più ampia per assicurarsi un accesso preferenziale ai sistemi AI di frontiera prima che si consolidino i framework regolatori”. Si tratta di una pratica anomala: gli ingegneri di un fornitore privato sono fisicamente integrati nei flussi di lavoro classificati di un’agenzia di intelligence, in un ruolo che va ben oltre la consulenza tecnica tradizionale.
I tempi della rivelazione
La notizia arriva pochi mesi dopo che il Pentagono aveva designato Anthropic come rischioso per la catena di approvvigionamento. Quella designazione, però, conteneva un esplicito carve-out per l’NSA, che ha quindi continuato indisturbata il rapporto operativo con l’azienda. Per orientarsi nel posizionamento strategico di Anthropic conviene leggere l’analisi dei due scenari per la leadership globale dell’AI al 2028, che chiarisce perché l’azienda è oggi così centrale.
Claude Mythos: il modello di cybersicurezza protagonista
Claude Mythos è il modello frontier di Anthropic dedicato alla cybersicurezza, mai rilasciato al pubblico proprio per il timore che le sue capacità di scoperta vulnerabilità potessero essere sfruttate da potenziali minacce. Anthropic ne aveva limitato l’accesso a un programma chiuso, Project Glasswing, descritto in dettaglio nell’approfondimento dedicato a Mythos e Glasswing. Secondo TechTimes, Glasswing coinvolge oggi circa 200 organizzazioni in più di 15 paesi, incluse aziende energetiche, idriche, sanitarie e di telecomunicazioni, e nelle prime sei settimane ha identificato oltre 10.000 vulnerabilità critiche.
Le capacità che rendono Mythos formidabile per la difesa sono esattamente le stesse che lo rendono pericoloso in modalità offensiva: identificazione automatizzata di zero-day, generazione di catene di exploit, mappatura di superfici d’attacco complesse a velocità sovrumana. Sul perché la BCE abbia convocato le banche europee proprio per discutere i rischi sistemici di Mythos abbiamo pubblicato un approfondimento specifico.
Il posizionamento strategico
Dal punto di vista strategico, la collaborazione con la NSA non va letta come un passo indietro rispetto ai valori aziendali, ma come un posizionamento pragmatico nello scacchiere geopolitico del 2026.
Anthropic ha sempre dichiarato che “lavorare a supporto delle democrazie occidentali è un imperativo fondamentale”. In quest’ottica, l’uso di Claude Mythos in chiave di deterrenza contro minacce statali non democratiche, come i gruppi hacker, risponde alla necessità di garantire la sicurezza collettiva dell’Occidente.
Il paradosso Pentagono-NSA: ban e cooperazione contemporanee
La vicenda nasce a gennaio 2026, quando l’amministrazione Trump pretendeva che Anthropic permettesse l’uso dei modelli Claude per “all lawful purposes” nell’ambito di un contratto da 200 milioni di dollari (CNBC, 2026). Una formulazione che avrebbe coperto sorveglianza di massa dei cittadini americani e armi completamente autonome senza supervisione umana. Anthropic rifiutò, citando la propria usage policy che esclude tassativamente questi due usi.
La ritorsione fu rapida: il 27 febbraio 2026, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth emise una direttiva di “supply chain risk” e il 4-5 marzo arrivarono le designazioni formali sotto il Federal Acquisition Supply Chain Security Act, la prima volta che lo strumento, riservato fino ad allora ad aziende come Huawei o ZTE, veniva applicato a una società americana. L’analisi del Center for American Progress ha letto la vicenda come una chiamata al Congresso per chiarire i confini del potere di acquisto federale verso i fornitori AI.
L’aspetto che spesso non viene sottolineato in questa vicenda è la fermezza etica dimostrata da Anthropic. Di fronte a un contratto da 200 milioni di dollari, l’azienda ha preferito subire una pesantissima ritorsione politica ed economica piuttosto che piegare i propri principi, rifiutando di legalizzare la sorveglianza di massa e l’automazione bellica nei suoi modelli.
L’intervento del giudice Lin
Il 9 marzo 2026, la giudice federale Rita F. Lin concesse un’ingiunzione preliminare a favore di Anthropic, definendo la designazione “classic illegal First Amendment retaliation” perché l’azienda era stata punita per il suo “hostile manner through the press”. L’appello, però, ad aprile ha respinto la richiesta di rimozione definitiva. Nel frattempo, l’NSA è rimasta esplicitamente esclusa sia dal ban sia dal contenzioso, segno che la cooperazione tecnica con Anthropic era considerata troppo preziosa per essere interrotta.
Il dibattito sui confini dell’alleanza
La narrativa pubblica di Anthropic è costruita attorno all’idea di un’AI sicura, interpretabile e allineata. Il documento sulla “Costituzione di Claude” codifica principi che vanno dalla non-violenza alla protezione delle istituzioni democratiche, mentre il nostro pezzo su come la filosofa Amanda Askell insegna l’etica al modello mostra l’attenzione interna ai dilemmi morali. Anthropic stessa ha ribadito i propri impegni nella comunicazione ufficiale sulla cooperazione con il Dipartimento della Difesa.
Nella dichiarazione ufficiale sul Dipartimento della Difesa, Amodei ribadisce due restrizioni assolute: niente sorveglianza domestica di massa e niente armi completamente autonome. Le operazioni cyber offensive contro stati esteri non rientrano in nessuna delle due categorie, un confine etico che molti osservatori giudicano troppo stretto. Roman Yampolskiy, ricercatore dell’Università di Louisville citato da TechTimes, ha osservato lapidariamente che “qualche tipo di fuoriuscita era probabile”. La Congresswoman Valerie Foushee ha definito “deeply concerning” l’abbandono degli impegni di sicurezza sotto pressione politica.
Il precedente per l’industria AI globale
Il caso Anthropic-NSA crea un precedente che potrebbe ridefinire il rapporto tra laboratori AI di frontiera e stato. Winbuzzer nota che questo modello di “personale schierato in avanti” rischia di diventare standard: i governi non comprano più soltanto licenze, ma incorporano gli ingegneri del fornitore nei propri flussi operativi classificati. Il risultato è una fusione strutturale tra capacità AI civili e militari che mette in discussione il concetto stesso di “azienda commerciale neutrale”.
Per OpenAI, Google, xAI e Meta la pressione a replicare l’arrangement sarà notevole: se Anthropic accetta engineering embedded all’NSA pur essendo nominalmente in lite col Pentagono, perché altri dovrebbero rifiutarsi? La conseguenza è un’erosione delle policy di uso accettabile pubblicate dalle aziende, policy che, come mostra il caso, possono essere riscritte o aggirate quando in gioco c’è l’accesso ai contratti di sicurezza nazionale.
La risposta strategica per le imprese: l’agnosticismo
Il caso Anthropic-NSA dimostra chiaramente che, nello scenario geopolitico odierno, nessuna grande azienda tecnologica può considerarsi del tutto immune da pressioni governative e cambi di rotta improvvisi. Per le aziende europee, questo introduce un rischio sistemico del tutto nuovo: la dipendenza esclusiva da un singolo provider di modelli AI (il cosiddetto vendor lock-in) non è più solo un problema economico, ma un rischio di sovranità digitale.
Se un domani le policy di un fornitore cambiassero drasticamente, o se l’accesso a un determinato modello di frontiera venisse limitato per motivi di sicurezza nazionale, le aziende che hanno costruito la propria infrastruttura su quell’unico motore subirebbero un blocco operativo immediato.
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Fonti:
- Tom’s Hardware — NSA using Claude Mythos for offensive cyber operations
- Small Wars Journal — NSA embeds Anthropic engineers for AI cyber ops
- TechTimes — Anthropic embeds engineers inside NSA
- Wikipedia — Anthropic–US Department of Defense dispute
- Anthropic — Statement on Department of War
- Anthropic — Cooperazione con il Department of Defense
- TechSpot — NSA using Anthropic Claude Mythos for offensive cyber ops
- Winbuzzer — NSA reportedly using Anthropic’s Mythos for cyberattacks
- Center for American Progress — DoD conflict with Anthropic, call for Congress to act
- CNBC — Trump, Anthropic e il contratto da 200 milioni col DoD
Domande frequenti
Cosa è Claude Mythos e perché Anthropic non l'ha rilasciato al pubblico?
Claude Mythos è il modello frontier di Anthropic specializzato in cybersicurezza, capace di scoprire automaticamente migliaia di vulnerabilità software. Non è stato rilasciato pubblicamente perché le stesse capacità che servono alla difesa possono essere usate per attacchi cyber su larga scala. È disponibile solo tramite il programma Project Glasswing per organizzazioni selezionate.
Anthropic continua a fornire Claude alla NSA nonostante il ban del Pentagono?
Sì. Il ban del Dipartimento dela Difesa contro Anthropic, scattato nel marzo 2026, conteneva una specifica esenzione per la NSA, che ha quindi continuato a utilizzare Mythos e a ospitare ingegneri Anthropic in modalità embedded all'interno dell'agenzia.
Quali sono le restrizioni dichiarate da Anthropic per l'uso militare?
Anthropic dichiara due restrizioni assolute: nessun uso per sorveglianza domestica di massa contro cittadini USA, e nessun uso in armi completamente autonome senza supervisione umana. Le operazioni cyber offensive contro stati esteri non rientrano esplicitamente in queste eccezioni.
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