MimìrCast: le novità sull’AI ogni giorno Ascolta il podcast ➔
Pubblicità su ChatGPT: dal 24 agosto anche in Italia (Free e Go)

Pubblicità su ChatGPT: dal 24 agosto anche in Italia (Free e Go)

Dal 24 agosto 2026 la pubblicità su ChatGPT arriva anche in Italia. OpenAI lo ha annunciato il 18 agosto: 31 mercati europei in un colpo solo, la più grande espansione geografica della sua piattaforma pubblicitaria da quando il primo test è partito negli Stati Uniti a febbraio. Chi usa il piano gratuito o il piano Go li vedrà, chi paga Plus, Pro o un abbonamento aziendale no. Vale la pena capire cosa cambia davvero, cosa si può disattivare e cosa no, e perché per un’azienda che usa il chatbot come strumento di lavoro questa non è una notizia di arredamento.

In questo articolo scoprirai:

  • Dal 24 agosto la pubblicità su ChatGPT arriva in Italia e in altri 30 mercati
  • Chi vedrà gli annunci su ChatGPT e chi resta fuori
  • Come funziona la pubblicità dentro ChatGPT: dove appare e su cosa viene scelta
  • Come si disattiva la pubblicità su ChatGPT, e perché spegnere la personalizzazione non basta
  • Se usi ChatGPT per lavoro, il piano con la pubblicità non è più il posto giusto

Dal 24 agosto la pubblicità su ChatGPT arriva in Italia e in altri 30 mercati

La pubblicità su ChatGPT non è più un esperimento americano. Con l’annuncio del 18 agosto, OpenAI ha confermato che gli annunci partono dal 24 agosto 2026 in 31 paesi europei: oltre all’Italia ci sono Germania, Francia, Spagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Austria, Irlanda, Belgio, Polonia, Repubblica Ceca e Portogallo, come riportato dall’annuncio ufficiale di OpenAI.

La cronologia aiuta a leggere la velocità della manovra. A gennaio 2026 OpenAI aveva pubblicato il documento di indirizzo sulla pubblicità come strumento per finanziare l’accesso gratuito; il 9 febbraio è partito il test negli Stati Uniti; il 6 giugno gli annunci erano già attivi nel Regno Unito (Search Engine Land). L’Europa continentale arriva quindi sei mesi dopo il primo esperimento, non sei anni.

Sul lato inserzionisti la porta si apre in due tempi. All’inizio l’accesso passa dal team OpenAI Ads Solutions e da una rete di agenzie partner, Publicis, WPP, Omnicom, MediaPlus, Havas e dentsu, mentre l’Ads Manager self-service era atteso «entro l’estate» 2026 e alla data di pubblicazione di questo articolo non è ancora disponibile: OpenAI non ha comunicato una data precisa né un trimestre. È quello il momento in cui il canale diventerà realmente accessibile alle piccole e medie imprese. Per ora, per la maggior parte delle aziende italiane, ChatGPT Ads è un posto dove si può essere pubblicizzati ma non ancora un posto dove si compra da soli.

Chi vedrà gli annunci su ChatGPT e chi resta fuori

La linea di demarcazione è l’abbonamento, e OpenAI l’ha tracciata in modo netto. Gli annunci compaiono solo sul piano Free e sul piano Go, l’abbonamento economico introdotto per i mercati a più alta sensibilità di prezzo. Restano completamente privi di pubblicità Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu: chi paga la sottoscrizione piena, o chi lavora sotto un contratto aziendale o scolastico, non vede nulla.

Ci sono poi due condizioni che riguardano la persona, non il piano. La prima: gli annunci arrivano solo agli utenti collegati con un account. La seconda, meno commentata dalla stampa italiana ma più interessante, riguarda i minori. Gli account riconosciuti come appartenenti a persone sotto i 18 anni non ricevono annunci, e il riconoscimento non si basa solo sulla data di nascita dichiarata: secondo la ricostruzione di PPC Land sulla comunicazione inviata agli utenti europei, OpenAI incrocia l’età dichiarata con la vita dell’account, gli orari tipici di utilizzo, i pattern d’uso nel tempo e i temi generali di cui la persona parla.

È una scelta con due facce. Da un lato è una tutela reale, e in Europa era probabilmente inevitabile. Dall’altro implica che, per decidere se mostrarti pubblicità, il sistema deve prima stimare quanti anni hai leggendo come lo usi, cioè esattamente il tipo di inferenza che rende questa notizia una questione di privacy e non solo di interfaccia.

Come funziona la pubblicità dentro ChatGPT: dove appare e su cosa viene scelta

Il formato è pensato per non somigliare a un banner. L’annuncio compare sotto la fine della risposta, con un’etichetta di contenuto sponsorizzato e una separazione visiva dal testo generato dal modello. OpenAI ripete su tutti i canali la stessa formula: gli annunci sono chiaramente identificati, separati dalle risposte e non influenzano in alcun modo il contenuto di ciò che ChatGPT risponde.

La selezione, in questa prima fase europea, è contestuale. I segnali usati sono l’argomento della conversazione in corso, la posizione geografica generica, il tipo di dispositivo, la lingua e l’ora, più le informazioni che l’inserzionista fornisce sulla propria landing page (titolo, testo, indicazioni di contesto), come ricostruito anche da AI4Business. Le chat passate e le memorie salvate sono escluse dalla selezione. Alcuni argomenti sono off-limits: nessun annuncio accanto a salute, salute mentale e politica, e la pubblicità politica non è ammessa da nessuna parte dentro ChatGPT.

Il motivo per cui gli inserzionisti sono interessati è tutto in un numero dichiarato da OpenAI nel suo annuncio ufficiale: circa il 20% delle conversazioni mostra un’intenzione commerciale chiara. Non è traffico che sta cercando informazioni generiche, è traffico che sta valutando opzioni. Sempre secondo dati dichiarati da OpenAI e ripresi da Engage, non rilevazioni indipendenti, dall’avvio del test statunitense il costo per acquisizione sarebbe calato di circa il 60% e il CPM di circa il 20%, con «decine di migliaia» di inserzionisti già attivi. Dave Dugan, VP Ads di OpenAI, l’ha sintetizzata così: «Nell’economia dell’attenzione, per i brand era fondamentale essere interessanti; nell’economia dell’intelligenza, devono essere utili».

Come si disattiva la pubblicità su ChatGPT, e perché spegnere la personalizzazione non basta

Qui c’è la distinzione che quasi tutte le coperture italiane hanno appiattito, e che invece è la risposta alla domanda che gli utenti stanno effettivamente digitando. Nelle impostazioni si può disattivare la personalizzazione degli annunci, ma spegnere la personalizzazione non elimina la pubblicità: riporta soltanto la selezione al thread di conversazione corrente, togliendo dal calcolo lo storico delle interazioni con gli annunci precedenti, come specifica la pagina di supporto OpenAI sugli annunci in ChatGPT. Cambia quale annuncio vedi, non se lo vedi.

Le strade per non vederli affatto sono tre: passare a un piano a pagamento senza pubblicità, restare sotto un contratto Business, Enterprise o Edu, oppure, ed è l’opzione meno nota, scegliere la variante Free senza annunci, che in cambio riduce i limiti di messaggi e l’accesso ad alcune funzioni come la generazione di immagini e la ricerca approfondita. È un baratto esplicito: paghi in pubblicità o paghi in capacità.

Sul piano giuridico l’impianto europeo è a due livelli: gli annunci contestuali poggiano sul legittimo interesse, mentre la personalizzazione basata sullo storico richiede un opt-in esplicito, revocabile in qualsiasi momento. OpenAI dichiara che gli inserzionisti non accedono alle conversazioni e che i dati dei clienti non vengono venduti (Adnkronos). Va detto con precisione: alla data della notifica agli utenti europei la versione aggiornata della privacy policy UE non era stata pubblicata insieme alla comunicazione, e la sua data di efficacia non era indicata. È un pezzo di documentazione che manca, non un sospetto.

Se usi ChatGPT per lavoro, il piano con la pubblicità non è più il posto giusto

La copertura italiana di questa notizia non affronta il punto che riguarda le aziende, e invece è il più concreto. Se un’impresa ha costruito processi reali sopra un account ChatGPT gratuito o Go, bozze di preventivi, analisi di documenti, risposte ai clienti, da lunedì quel processo gira in un ambiente che ha un secondo committente. Non perché gli annunci leggano le chat: perché l’argomento della conversazione diventa un segnale commerciale, e uno strumento di lavoro dovrebbe avere un solo interesse, il tuo.

Pubblicità su ChatGPT e incentivi: la posizione di Anthropic su Claude

Anthropic ha usato esattamente questo argomento per impegnarsi a non introdurre pubblicità in Claude, con un esempio che vale la pena leggere: davanti a chi soffre d’insonnia, un assistente senza vincoli pubblicitari esplora le cause, stress, ambiente, abitudini, mentre uno con incentivi pubblicitari ha motivo di individuare un’occasione commerciale. «Questi obiettivi possono spesso allinearsi, ma non sempre», scrive l’azienda, aggiungendo che il modello pubblicitario premia il tempo speso mentre l’interazione più utile con un’AI potrebbe essere quella più breve. È una posizione di parte, ed è anche un’analisi corretta della struttura degli incentivi.

L’alternativa alla pubblicità su ChatGPT per chi lavora: un agente dedicato

Per un’azienda la conclusione operativa non è «passa a Plus». È che il tier consumer, con o senza annunci, non è il posto dove mettere i propri processi: manca il controllo su dove finiscono i dati, manca la continuità, manca la possibilità di far lavorare l’AI sulle procedure di casa invece che sul mondo in generale. La strada seria è un agente dedicato, addestrato sui tuoi documenti e sui tuoi flussi, dentro un perimetro che decidi tu.

È il lavoro che facciamo con MIMIR: non consegniamo uno strumento e ci giriamo dall’altra parte, ma accompagniamo l’onboarding, capire quali processi vale la pena automatizzare, collegare i dati aziendali, mettere l’agente al lavoro sulle attività che oggi costano ore. Se stai valutando come portare gli agenti AI dentro la tua azienda senza appoggiarti a un ambiente pensato per il pubblico generalista, parlane con noi: la prima cosa che facciamo è guardare i tuoi processi, non venderti una licenza.

Fonti:

Domande frequenti

Come funziona la pubblicità su ChatGPT?

L'annuncio compare sotto la fine della risposta, con un'etichetta di contenuto sponsorizzato e una separazione visiva dal testo generato dal modello. In questa prima fase europea la selezione è contestuale: conta l'argomento della conversazione in corso, la lingua, la posizione geografica generica, il dispositivo e l'ora. Le chat passate e le memorie salvate sono escluse dalla selezione, e OpenAI dichiara che gli annunci non influenzano il contenuto delle risposte. Salute, salute mentale e politica restano off-limits, e la pubblicità politica non è ammessa.

Come si disattiva la pubblicità su ChatGPT?

Nelle impostazioni si può disattivare solo la personalizzazione degli annunci, che riporta la selezione al thread di conversazione corrente: cambia quale annuncio vedi, non se lo vedi. Per non vedere pubblicità servono un piano a pagamento senza annunci (Plus o Pro), un contratto Business, Enterprise o Edu, oppure la variante Free senza annunci, che in cambio riduce i limiti di messaggi e l'accesso ad alcune funzioni come la generazione di immagini e la ricerca approfondita.

Quanto costa fare pubblicità su ChatGPT?

Il listino europeo non è pubblico. All'avvio l'accesso passa dal team OpenAI Ads Solutions e da una rete di agenzie partner come Publicis, WPP, Omnicom, MediaPlus, Havas e dentsu, mentre l'Ads Manager self-service è annunciato entro l'estate. Fino a quel momento, per la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane, ChatGPT Ads è un canale in cui si può essere pubblicizzati tramite agenzia, ma non ancora un canale che si acquista in autonomia.

Tabella dei contenuti
Articoli correlati:
Vuoi che l'AI diventi il tuo motore di valore più potente?

Ti accompagniamo noi con Mimír AI Agent.