iOS 27 segna una svolta per Siri: Apple ha deciso di aprire il proprio assistente vocale a ChatGPT, Gemini, Claude, Grok e altri chatbot AI di terze parti, ponendo fine all’esclusiva che fino a oggi legava Siri unicamente a OpenAI. La notizia, riportata per prima da Bloomberg il 26 marzo 2026, ridefinisce il modo in cui centinaia di milioni di utenti iPhone, iPad e Mac interagiranno con l’intelligenza artificiale ogni giorno.
In questo articolo scoprirai:
- Come funziona il nuovo sistema Extensions che permette di scegliere il proprio assistente AI preferito
- Quali chatbot saranno disponibili e le differenze tra ChatGPT, Gemini, Claude e Grok
- Le implicazioni concrete per la privacy e la sicurezza dei dati personali
- Le ultime indiscrezioni sulla nuova Siri completamente ricostruita con la tecnologia Gemini di Google
iOS 27: Siri si apre agli AI di terze parti
Fino a oggi, l’unica opzione per potenziare Siri con un modello linguistico avanzato era ChatGPT di OpenAI. L’integrazione, lanciata con Apple Intelligence nel 2024, permetteva a Siri di inoltrare le domande più complesse al chatbot di OpenAI quando non era in grado di rispondere autonomamente. Con iOS 27, questa esclusiva finisce.
Secondo quanto riportato da The Verge, Apple introdurrà un sistema chiamato Extensions che consentirà a qualsiasi app AI installata tramite l’App Store di integrarsi direttamente con Siri. In pratica, gli utenti non saranno più vincolati a un singolo provider: potranno scegliere liberamente quale intelligenza artificiale utilizzare per rispondere alle proprie domande, generare testi, analizzare immagini o svolgere compiti complessi.
La novità verrà presentata ufficialmente durante la WWDC 2026, il keynote annuale di Apple fissato per l’8 giugno 2026, e sarà disponibile in autunno con il rilascio di iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27. Si tratta di una mossa strategica che trasforma l’iPhone in una piattaforma aperta per l’AI, anziché legarla a un unico fornitore.
Dal punto di vista commerciale, la decisione di Apple è chiara: generare ricavi dalle sottoscrizioni di terze parti attraverso l’App Store, senza dover negoziare accordi individuali con ogni singolo provider di AI. Un modello scalabile che avvantaggia sia Apple sia gli sviluppatori, ampliando al contempo le opzioni per l’utente finale.
Come funziona il sistema Extensions di Siri
Il sistema Extensions rappresenta il cuore tecnico di questa apertura. Funzionerà in modo simile a come oggi Siri gestisce l’integrazione con ChatGPT, ma esteso a tutti i chatbot compatibili. Ecco come cambierà l’esperienza utente nel dettaglio.
Quando Siri riceve una domanda che non è in grado di gestire con le proprie capacità native, proporrà all’utente di inoltrarla all’assistente AI di terze parti configurato come preferito. L’utente potrà accettare o rifiutare ogni singola richiesta, mantenendo il pieno controllo su quali informazioni vengono condivise.
La configurazione avverrà attraverso la sezione Apple Intelligence e Siri nelle Impostazioni del dispositivo. Qui gli utenti troveranno una nuova area dedicata alle Extensions, con link diretti per scaricare le app dei chatbot compatibili dall’App Store. Come riportato da MacRumors, sarà sufficiente installare l’app del servizio desiderato, ad esempio Claude di Anthropic o Gemini di Google, e attivarlo come Extension nelle impostazioni.
Questa architettura ha un vantaggio importante: Apple non deve integrare direttamente ogni singolo modello AI nel proprio sistema operativo. I provider di terze parti sviluppano le proprie app e le rendono compatibili con il protocollo Extensions, riducendo la complessità per Apple e accelerando l’adozione di nuovi servizi. Per l’utente significa poter passare da un assistente all’altro con la stessa semplicità con cui oggi si cambia il browser predefinito o l’app di posta elettronica.
Assistenti AI disponibili su Siri iOS 27
I principali assistenti AI che potranno integrarsi con Siri attraverso il sistema Extensions coprono un ampio spettro di capacità e specializzazioni. Vediamo un confronto tra quelli confermati o più probabili.
ChatGPT (OpenAI)
Già integrato con Siri dal 2024, ChatGPT resta il punto di riferimento per la generazione di testo, il ragionamento complesso e la conversazione naturale. Con il recente rilascio di GPT-5.4 e le continue evoluzioni del modello, chi conosce già le sue funzionalità complete potrà continuare a usarlo senza interruzioni.
Gemini (Google)
Il modello di Google è probabilmente il candidato più forte per sfidare ChatGPT su Siri. Google ha un vantaggio unico: oltre a essere disponibile come Extension, Gemini alimenterà anche la versione ricostruita di Siri stessa (ne parliamo nell’ultimo paragrafo). L’accordo tra Apple e Google rende Gemini un elemento centrale nell’ecosistema Apple Intelligence.
Claude (Anthropic)
L’assistente di Anthropic si distingue per la qualità del ragionamento, la lunghezza delle risposte contestuali e un forte focus sulla sicurezza. Claude è particolarmente apprezzato per l’analisi di documenti lunghi e la scrittura professionale, rendendolo un’alternativa interessante per chi usa Siri in contesti lavorativi.
Grok (xAI)
Il chatbot di Elon Musk, secondo quanto riportato da MacRumors, è tra i servizi espressamente menzionati. Grok si differenzia per l’accesso in tempo reale ai dati di X (ex Twitter) e per uno stile di risposta più diretto e informale.
Perplexity
Specializzato nella ricerca con fonti citate, Perplexity potrebbe diventare la scelta ideale per chi usa Siri principalmente per ottenere informazioni aggiornate e verificabili, con link alle fonti originali.
La possibilità di alternare tra questi assistenti in base al tipo di richiesta rappresenta un cambio di paradigma: non più un unico modello per tutto, ma il giusto strumento per ogni esigenza.
iOS 27 e privacy degli utenti Apple
La privacy è da sempre il pilastro su cui Apple costruisce la propria comunicazione, e l’apertura di Siri a servizi di terze parti solleva inevitabilmente domande su come verranno gestiti i dati personali degli utenti.
Con il sistema attuale, quando una richiesta viene inoltrata a ChatGPT, l’utente riceve una notifica esplicita e deve confermare l’invio. Questo meccanismo di consenso esplicito per ogni singola query dovrebbe essere mantenuto anche con iOS 27 per tutti i provider di terze parti. L’utente saprà sempre quando i propri dati stanno lasciando il dispositivo e verso quale servizio.
Tuttavia, è fondamentale comprendere la differenza tra i diversi livelli di elaborazione. Le funzionalità native di Siri e Apple Intelligence vengono processate on-device o attraverso il Private Cloud Compute di Apple, un’infrastruttura progettata per garantire che nemmeno Apple stessa possa accedere ai dati degli utenti. Quando una richiesta viene inoltrata a un’Extension di terze parti, invece, i dati vengono trasmessi ai server del provider esterno, soggetti alle rispettive politiche sulla privacy.
Questo significa che ogni utente dovrà valutare attentamente le policy di ciascun servizio AI che decide di attivare. Google, OpenAI, Anthropic e xAI hanno approcci diversi alla conservazione e all’utilizzo dei dati: alcuni usano le conversazioni per addestrare i propri modelli, altri no. Apple dovrà probabilmente richiedere ai provider standard minimi di trasparenza per poter essere elencati come Extensions, ma i dettagli non sono ancora noti.
La raccomandazione per gli utenti è chiara: prima di attivare un nuovo assistente AI come Extension di Siri, verificare le condizioni d’uso del servizio, in particolare le sezioni relative alla conservazione dei dati e all’addestramento dei modelli. La comodità di avere più opzioni non deve far dimenticare l’importanza di una scelta informata, un tema centrale anche nel più ampio panorama dell’intelligenza artificiale generativa.
La nuova Siri potenziata da Gemini: tutte le indiscrezioni
L’apertura di Siri alle Extensions di terze parti è solo una parte della strategia AI di Apple. Parallelamente, Cupertino sta lavorando a una ricostruzione completa di Siri basata sulla tecnologia Gemini di Google, un progetto separato ma complementare.
A gennaio 2026, TechCrunch ha rivelato i dettagli dell’accordo multimiliardario tra Apple e Google: una collaborazione pluriennale in cui i futuri Apple Foundation Models saranno basati sui modelli Gemini e sull’infrastruttura cloud di Google. Apple pagherà circa 1 miliardo di dollari all’anno per questa tecnologia, secondo le stime riportate dalla stampa americana.
La nuova Siri non sarà un semplice aggiornamento incrementale: si tratta di una trasformazione radicale che porterà l’assistente Apple da un sistema di comando-risposta a un assistente AI contestuale. Le capacità previste includono la comprensione di ciò che l’utente vede sullo schermo, la possibilità di concatenare più azioni a partire da una singola richiesta e la gestione di conversazioni naturali a più turni, come già analizzato nel dettaglio nell’articolo dedicato all’accordo Apple-Google per Siri.
Per quanto riguarda la tempistica, la situazione è ancora fluida. Apple aveva inizialmente confermato il debutto con iOS 26.4, ma secondo 9to5Mac, il lancio è stato posticipato a iOS 26.5, con la beta prevista per fine marzo 2026 e ulteriori funzionalità in arrivo con iOS 27 in autunno. Questo significa che gli utenti potrebbero iniziare a sperimentare la nuova Siri potenziata da Gemini già nelle prossime settimane, prima ancora che il sistema Extensions per i chatbot di terze parti diventi disponibile.
La combinazione dei due progetti, Siri ricostruita con Gemini come base e le Extensions per i chatbot esterni, posiziona Apple in modo unico nel panorama AI: un ecosistema in cui l’assistente nativo diventa sempre più intelligente grazie a Google, ma dove l’utente resta libero di scegliere alternative quando lo desidera.
Una strategia che, se eseguita correttamente, potrebbe ridefinire il concetto stesso di assistente vocale.
Verso un’AI su misura: la libertà di scelta come standard
L’evoluzione di Siri verso un sistema aperto conferma una visione che in Mimír AI Agent abbiamo sostenuto fin dal principio: l’intelligenza artificiale non deve essere un limite, ma una scelta strategica.
Proprio come iOS 27 permetterà agli utenti di scegliere la propria estensione preferita, la nostra piattaforma Mimír AI Agent nasce con un’architettura agnostica. Non obblighiamo le aziende ad affidarsi a un unico modello, ma offriamo la libertà di selezionare, per ogni specifico agente o processo aziendale, il motore AI più performante sul mercato, che si tratti di GPT, Gemini, Claude o modelli open-source specializzati.
Questa flessibilità permette di ottimizzare i costi operativi e di garantire che ogni task sia eseguito dalla tecnologia più idonea, trasformando l’adozione dell’AI da un costo a un investimento ad alto rendimento.
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Fonti
- Bloomberg — Apple Plans to Open Up Siri to Rival AI Assistants Beyond ChatGPT in iOS 27 (26 marzo 2026)
- MacRumors — Apple iOS 27 Siri Chatbot Integration (26 marzo 2026)
- TechCrunch — Google’s Gemini to Power Apple’s AI Features Like Siri (12 gennaio 2026)
- 9to5Mac — Apple’s Gemini-Powered Siri Upgrade Could Still Arrive This Month (20 marzo 2026)
- The Verge – Apple’s third-party Siri Extensions could lead to an AI App Store (29 marzo 2026)
Domande frequenti
Cosa cambia per Siri con iOS 27?
Con iOS 27 Apple apre Siri agli assistenti AI di terze parti come ChatGPT, Gemini, Claude e Grok, ponendo fine all'esclusiva che fino a oggi legava Siri unicamente a OpenAI. La notizia, riportata da Bloomberg il 26 marzo 2026, ridefinisce il modo in cui centinaia di milioni di utenti iPhone, iPad e Mac potranno scegliere quale modello AI usare per le richieste più complesse.
Come funziona il sistema Extensions di Siri?
Il sistema Extensions è il cuore tecnico dell'apertura: funziona in modo simile all'attuale integrazione di Siri con ChatGPT, ma esteso a tutti i chatbot compatibili. Quando Siri non è in grado di rispondere autonomamente a una richiesta complessa, può inoltrarla all'assistente AI di terze parti scelto dall'utente, che restituisce la risposta all'interno dell'esperienza Siri.
Quali assistenti AI saranno disponibili su Siri con iOS 27?
Gli assistenti che potranno integrarsi tramite Extensions coprono un ampio spettro di capacità e specializzazioni: i principali confermati o ritenuti più probabili sono ChatGPT di OpenAI, Gemini di Google, Claude di Anthropic e Grok di xAI. L'utente potrà scegliere quale impostare come assistente complementare a Siri.
Come gestisce la privacy iOS 27 con assistenti di terze parti?
La privacy è il pilastro storico della comunicazione di Apple e l'apertura a servizi di terze parti solleva domande su come verranno gestiti i dati personali. Come già avviene con l'integrazione ChatGPT, l'inoltro delle richieste a un assistente esterno avviene su scelta dell'utente; restano da chiarire nel dettaglio i meccanismi di consenso e minimizzazione dei dati per ciascun provider integrato.
È vero che Apple ricostruirà Siri con Gemini di Google?
Sì, secondo le indiscrezioni. Parallelamente all'apertura alle Extensions di terze parti, Apple sta lavorando a una ricostruzione completa di Siri basata sulla tecnologia Gemini di Google: un progetto separato ma complementare, pensato per potenziare le capacità di base dell'assistente vocale, distinto dall'integrazione opzionale con i chatbot di terze parti.



