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Come aumentare il traffico sul sito oggi: dalla SEO alla AI Visibility

Negli ultimi due anni, l’intelligenza artificiale conversazionale ha trasformato il modo in cui cerchiamo, leggiamo e decidiamo online.
I Large Language Models (LLM) come ChatGPT e Gemini hanno ridefinito le abitudini di ricerca, spingendo Google a rispondere con AI Overviews e AI Mode.Il risultato è un traffico minore, ma più qualificato che ricerca meno keyword e più conversazioni.

In questo scenario, la vera sfida per i brand non è più solo la SEO, ma l’AI Visibility: farsi riconoscere, citare e valorizzare dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Questa sfida si articola in due discipline complementari: la GEO (Generative Engine Optimization), per farsi citare dagli LLM, e l’AEO (Answer Engine Optimization), per essere la risposta diretta nei motori di risposta.

In questo articolo scoprirai:

  • Come gli LLM hanno cambiato il modo di cercare e ottenere informazioni online.
  • Cosa rivelano i dati OpenAI/NBER su 1,5 milioni di conversazioni ChatGPT.
  • Come e perché Google ha risposto con AI Overviews e AI Mode.
  • In che modo il traffico organico sta diventando più qualificato e cosa significa per i brand.
  • Perché la sfida non è più la SEO ma l’AI Visibility.
  • Quali strategie e strumenti possono migliorare la visibilità dei contenuti nelle risposte AI

1. SEO e LLM a confronto: come sono cambiate le ricerche online

Fino a pochi anni fa, il successo online era scritto in linguaggio keyword: chi sapeva “parlare” ai motori di ricerca dominava il traffico. Bastava individuare le parole giuste, inserirle nei punti giusti e sperare che Google premiasse il contenuto.

Il 2023 ha segnato una vera e propria svolta. Con l’arrivo dei Large Language Models (LLM) come ChatGPT, Claude e Gemini, è cambiato non solo il funzionamento degli algoritmi, ma anche il modo in cui le persone cercano informazioni online. Oggi non si inseriscono più le parole chiave ma si conversa direttamente con l’intelligenza artificiale, che risponde come farebbe un esperto di fiducia, spiegando concetti, approfondendo temi e offrendo persino consigli personalizzati.

Per chi gestisce un sito, questo significa che la SEO tradizionale non basta più. Non perché le keyword siano morte, ma perché non sono più il punto di partenza. Oggi la ricerca, infatti, inizia con un dialogo naturale, e i risultati che contano sono le risposte generate dall’AI, non solo i link.

Il marketing digitale si trova di fronte a una sfida e a un’enorme opportunità: farsi trovare e citare dagli algoritmi conversazionali. In questo articolo vedremo come il web sta cambiando e come i brand possono cavalcare l’onda per trasformare il traffico in valore.

2. Come gli utenti cercano informazioni oggi

Fino a pochi anni fa, chi voleva capire “come migliorare il tasso di conversione di un e-commerce” digitava su Google la query “migliorare conversion rate e-commerce”, apriva una decina di schede e confrontava manualmente le informazioni.

Oggi quello stesso utente si rivolge a ChatGPT o Gemini e scrive un prompt: Gestisco un e-commerce di abbigliamento: come posso aumentare il tasso di conversione senza alzare il budget pubblicitario?”

L’AI risponde con un testo ordinato, suggerendo strategie, citando best practice e indicando perfino tool da provare. L’utente ottiene, così, una risposta completa e personalizzata e spesso non sente più il bisogno di scorrere i risultati di Google.

Ma per comprendere davvero questa rivoluzione, è utile chiarire prima cosa sono gli LLM.

2.1. Cosa sono gli LLM?

I Large Language Models (LLM) sono sistemi di intelligenza artificiale addestrati su grandi quantità di dati per imparare a comprendere e generare linguaggio naturale.

A differenza dei motori di ricerca tradizionali, che restituiscono un elenco di link, gli LLM interpretano il contesto della domanda e producono una risposta diretta e coerente, simile a quella che darebbe un esperto umano.

Tra i più noti troviamo ChatGPT (OpenAI), Claude (Anthropic) e Gemini (Google).

La loro capacità di ragionare sul contesto e di offrire risposte esaustive ha ridefinito le aspettative degli utenti sul web.

2.2. Perché gli LLM hanno cambiato il modo di cercare online

Da quando gli utenti hanno iniziato a utilizzare gli LLM, il modo di cercare online è cambiato radicalmente. Non si digitano più parole chiave isolate, ma si formulano domande complesse in linguaggio naturale, proprio come si farebbe con un consulente di fiducia.

Sempre più persone, inoltre, si affidano a ChatGPT non solo per ottenere informazioni o consigli, ma anche per ricercare prodotti da acquistare e, con la recente introduzione dell’Instant Checkout, perfino per completarne l’acquisto direttamente all’interno della chat.

Questo perché l’AI non si limita a estrarre risultati, ma è in grado di comprendere l’intento della query, cogliere le sfumature del linguaggio e confezionare una risposta già pronta, evitando all’utente di dover cliccare su vari link e leggerli uno per uno.

2.3. Lo studio di OpenAI: come gli utenti usano ChatGPT

Uno studio congiunto tra OpenAI e NBER, condotto su 1,5 milioni di conversazioni con ChatGPT, mostra in modo chiaro come è cambiato il modo di ricercare informazioni.

  • Il 49% delle interazioni riguarda il “Chiedere”: domande, richieste di informazioni, istruzioni e spiegazioni.
  • Il 40% rientra nel “Fare”: generazione di testi, email, grafici e altri contenuti pratici.
  • L’11% è legato all’“Esprimere”: opinioni, emozioni e conversazioni personali.

I dati rivelano, quindi che circa sei utenti su dieci (60%) si rivolgono a ChatGPT non per delegare un’attività da svolgere (creare un testo, migliorare un’email o generare un’immagine), ma per ottenere guide pratiche, raccogliere informazioni e chiedere pareri o consigli utili alla vita quotidiana.

Un altro dato fondamentale evidenziato dalla ricerca riguarda la crescita delle conversazioni non legate al lavoro: dal 53% al 70%+ in meno di un anno. Questo evidenzia come gli LLM siano diventati strumenti di uso quotidiano, non più confinati all’ambito professionale, ma usati per cercare risposte immediate a domande pratiche e personali.

Questa evoluzione ha due implicazioni chiave per chi vuole emergere nel web:

  1. Le ricerche avvengono sempre più all’interno delle conversazioni con l’AI, senza passare dai tradizionali motori di ricerca.
  2. La visibilità organica dei siti si riduce se i contenuti non vengono citati dall’AI come fonti affidabili.

Per questi motivi, oggi, non basta più essere ben posizionati su Google per farsi notare, ma è essenziale farsi riconoscere e citare anche dagli LLM.

Se vuoi sapere se Google penalizza i contenuti che vengono scritti prodotti con l’AI puoi leggere questo articolo.

Fonte: How People Use ChatGPT – National Bureau of Economic Research

3. Perché Google ha dovuto reagire

Google negli ultimi due anni ha visto in tempo reale l’erosione del suo primato come fonte principale di informazioni.

Gli utenti che trovano già la risposta tramite gli LLM, sentono meno il bisogno di cliccare sui risultati della SERP per verificare le informazioni.

E questo è possibile osservarlo anche tramite l’analisi dei KPI del sito.

Se, ad esempio, gli ultimi contenuti pubblicati registrano un numero molto alto di impression ma un click-rate estremamente basso, significa che quei testi sono stati utilizzati dagli LLM come fonti per generare risposte alle domande degli utenti che, ricevuta una sintesi della sua domanda, non ha sentito la necessità di cliccare per leggere l’articolo completo.

Per contrastare questa progressiva “fuga” di traffico verso gli LLM e riportare la ricerca al centro dell’esperienza utente, Google ha introdotto AI Overviews (AIO).

3.1. Che cos’è AI Overviews?

AI Overviews (AIO) è la funzionalità di ricerca di Google, disponibile in Italia da marzo 2025, che sfrutta l’intelligenza artificiale generativa per offrire risposte sintetiche e complete, anche a domande complesse.

A differenza dei tradizionali snippet, AIO non si limita a elencare una serie di link: costruisce un riepilogo coerente e immediato, attingendo informazioni da più fonti web e indicando i link più utili per chi desidera approfondire.

La tecnologia alla base è il modello Gemini in versione multimodale, capace di combinare ragionamento, pianificazione e contestualizzazione dei risultati per fornire una risposta chiara e pertinente.

L’introduzione di AIO, tuttavia, non è avvenuta senza polemiche. Diversi editori e operatori SEO hanno sollevato critiche sostenendo che i riepiloghi generati dall’AI avrebbero penalizzato il traffico organico dei siti web, riducendo il numero di clic sui risultati tradizionali. Una ricerca condotta da Pew Research Center (luglio 2025) ha evidenziato che, in alcuni mercati, la presenza di AIO nei risultati è correlata a un calo nel tasso di apertura dei link.

Google ha replicato a queste accuse presentando dati provenienti dai suoi mercati più maturi, come Stati Uniti e India, secondo cui il comportamento degli utenti non solo non è peggiorato, ma in alcuni casi è migliorato. In queste regioni, infatti:

  • Le query che attivano AIO hanno registrato un +10% di utilizzo.
  • Gli utenti che cliccano sui link indicati da AIO mostrano maggiore tempo di permanenza sui siti e un tasso di rimbalzo più basso.

Questi numeri suggeriscono che il traffico non scompare, ma si concentra su clic più qualificati: gli utenti, grazie alla sintesi iniziale, arrivano ai siti già con un intento di ricerca più chiaro e avanzato.

In ogni caso, AI Overviews rappresenta solo il primo capitolo della trasformazione della ricerca online. Per rispondere a un pubblico che desidera interazioni sempre più semplici, veloci e naturali e, soprattutto, per contrastare l’ascesa degli LLM come ChatGPT, Google ha introdotto un’evoluzione ancora più ambiziosa: AI Mode.

4. AI Mode di Google: che cos’è e dove è disponibile?

Se AI Overviews è stato il primo passo verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella ricerca, AI Mode rappresenta la vera rivoluzione. Dopo una fase di test negli Stati Uniti, l’8 ottobre 2025 Google ne ha annunciato il rilascio in oltre 200 Paesi, inclusa l’Italia.

Con AI Mode, la ricerca tradizionale si trasforma in una conversazione continua, molto più simile a quella che gli utenti già sperimentano con gli LLM come ChatGPT o Gemini. L’obiettivo è superare la logica della query testuale per offrire un’esperienza di dialogo naturale e interattiva.

Tra le principali novità introdotte:

  • Multimodalità: testo, voce e immagini si fondono in un’unica esperienza fluida.
  • Query più lunghe e complesse, fino a due o tre volte rispetto a quelle tradizionali, che consentono agli utenti di formulare domande articolate e contestuali.
  • Suddivisione automatica della query in sottoargomenti, per esplorare simultaneamente più percorsi di risposta e offrire risultati più precisi e coerenti.

4.1. Come funziona AI Mode?

Basato sul modello Gemini, AI Mode non si limita a mostrare una lista di link: analizza la domanda, la scompone in sottoargomenti e avvia ricerche parallele, approfondendo ogni aspetto per restituire risposte più complete e pertinenti.

Grazie alla sua conoscenza approfondita del web, Google assicura che AI Mode non sostituirà i risultati di ricerca tradizionali, ma li arricchirà, valorizzando i contenuti di qualità e favorendo la scoperta di fonti diverse, affidabili e aggiornate.

Con AI Mode, dunque, l’utente non “cerca” più, ma dialoga con Google, che diventa un mediatore intelligente tra l’utente e i contenuti più rilevanti disponibili sul web.

Per i professionisti del marketing, questa evoluzione rappresenta una grande opportunità ma anche una sfida impegnativa: i contenuti dovranno essere più curati, approfonditi e contestuali, in grado di rispondere ai criteri di qualità di Google e alle logiche di interpretazione degli LLM. Solo chi saprà coniugare entrambe le dimensioni potrà emergere nel nuovo ecosistema di ricerca conversazionale.

Come aumentare il traffico sul sito oggi: dalla SEO alla AI Visibility - AI MODE
Fonte: Google Search

5. Dalla SEO alla AI Visibility: il nuovo paradigma

La SEO tradizionale non è destinata a scomparire. Google continuerà a premiare la pertinenza, l’autorevolezza, la qualità dei contenuti e la frequenza di aggiornamento. Tuttavia, l’arrivo delle risposte generate dall’intelligenza artificiale sta ridefinendo le priorità. Oggi, il vero obiettivo non è più soltanto posizionarsi bene in SERP, ma diventare una fonte autorevole che l’AI riconosce, cita e integra nelle proprie risposte.

In questo nuovo scenario, essere visibili per l’AI equivale a essere rilevanti per l’utente: se il tuo contenuto viene incluso nella risposta generata, la tua autorevolezza si rafforza e la possibilità di intercettare un pubblico qualificato cresce esponenzialmente.

5.1. Che cos’è l’AI Visibility?

L’AI Visibility rappresenta il grado in cui i contenuti di un brand vengono riconosciuti, inclusi e citati dalle intelligenze artificiali nelle loro risposte agli utenti. In altre parole, misura quanto un brand riesce a esistere all’interno delle conversazioni generate dagli LLM.

Per ottenere questa visibilità sarà necessario puntare su:

  • Qualità e autorevolezza, per garantire credibilità e affidabilità;
  • Struttura conversazionale, che permetta all’AI di comprendere e riutilizzare facilmente i contenuti;
  • Chiarezza delle fonti, per facilitare la citazione diretta e rafforzare la fiducia.

L’ottimizzazione per l’AI Visibility richiede contenuti aggiornati, verificabili e contestuali, concepiti non più come semplici raccolte di keyword, ma come risposte approfondite e strutturate, capaci di inserirsi naturalmente nei dialoghi tra utenti e intelligenze artificiali.

5. Quali strumenti possono aiutare a aumentare la visibilità online?

Nel mondo delle conversazioni guidate dall’intelligenza artificiale, la vera ricchezza sono le domande degli utenti.

Ogni interazione, richiesta e curiosità espressa a un chatbot, o a un assistente AI, rappresenta insight preziosi su ciò che il pubblico desidera davvero sapere, acquistare o risolvere.

Per i professionisti del marketing, disporre di queste informazioni significa poter costruire strategie su misura, capaci di intercettare con precisione i bisogni del proprio target e di offrire contenuti realmente rilevanti.

Conoscere quali domande gli utenti pongono più spesso su un prodotto o servizio consente di pianificare campagne, contenuti e azioni di engagement perfettamente allineate alle loro aspettative.

In questo scenario, disporre di un agente AI conversazionale diventa asset strategico: permette di comprendere meglio i clienti, migliorare la customer experience e, al tempo stesso, alimentare la visibilità online.

Mimír AI Agent, la nostra piattaforma multimodale di agenti AI, nasce per rispondere anche a questa esigenza. Ti consente, infatti, di:

  • Interagire in modo naturale con i clienti offrendo esperienze personalizzate e di valore.
  • Generare lead qualificati attraverso moduli dinamici o conversazioni dirette, anche su canali come WhatsApp.
  • Creare campagne su misura basate sui topic e le domande più richieste dagli utenti.
  • Individuare trend emergenti e anticipare i bisogni del mercato, prima che diventino query sui motori di ricerca.

Mentre molti brand inseguono ancora le keyword, chi sceglie Mimír AI Agent costruisce un vantaggio competitivo duraturo: riesce ad anticipare le esigenze dei clienti, ottenere AI Visibility e attrarre traffico di qualità.

Scopri come Mimír AI Agent può trasformare il modo in cui il tuo brand cresce nell’era dell’intelligenza artificiale.

Fonti:

Domande frequenti

Come si aumenta oggi il traffico di un sito?

Combinando SEO (contenuti di qualità, parole chiave e ottimizzazione tecnica), promozione (social ed email) e, sempre più, l'ottimizzazione per i motori di risposta AI (AEO/GEO) per farsi citare da ChatGPT, Perplexity e dalle AI Overviews di Google.

Cos'è l'AEO e perché conta per il traffico?

L'Answer Engine Optimization punta a far citare i tuoi contenuti nelle risposte generate dall'AI. Con la crescita delle ricerche conversazionali, comparire in quelle risposte porta visibilità e traffico qualificato che la sola SEO classica non intercetta.

Come rendere un sito più visibile su Google?

Servono contenuti utili e aggiornati, struttura e parole chiave coerenti con l'intento di ricerca, buone prestazioni e mobile, dati strutturati (schema) e una rete di link interni ed esterni di qualità.

Quanto tempo serve per vedere risultati sul traffico?

SEO e AEO sono canali organici: i primi segnali arrivano di norma in poche settimane, mentre i risultati consolidati richiedono 3-6 mesi, a seconda di concorrenza, autorità del sito e costanza nella pubblicazione.

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