GPT‑5 sta per arrivare. Ma Sam Altman, CEO di OpenAI, solleva un grande interrogativo dichiarandosi non contrario alla possibilità di inserire pubblicità su ChatGPT. Ma questo cosa significa per gli utenti?
Introduzione
Sam Altman, CEO di OpenAI, ha annunciato ufficialmente che GPT‑5 sarà rilasciato entro l’estate 2025. La notizia è emersa durante la prima puntata del podcast ufficiale dell’azienda, dove lo stesso Altman ha anche toccato un tema delicato e potenzialmente controverso: l’ipotesi di inserire pubblicità in ChatGPT.
Una riflessione che apre nuovi scenari nel mondo dell’intelligenza artificiale e pone una domanda cruciale per milioni di utenti: possiamo ancora fidarci dei chatbot se iniziano a mostrarci messaggi sponsorizzati?
Sul tema, può essere utile esplorare alternative già affermate come Perplexity AI, che punta sulla trasparenza delle fonti.
Una domanda lecita, specie per le realtà più tradizionali o meno digitalizzate. Eppure, la risposta non è così scontata. Proprio in questi giorni, un episodio curioso ha messo in luce come anche i modelli più avanzati di AI possano entrare in crisi… proprio come noi (per saperne di più, leggi l’articolo Pokémon giallo mette in crisi l’intelligenza artificiale).
Costi dell’intelligenza artificiale
OpenAI, come molte altre aziende che lavorano su modelli linguistici di ultima generazione, deve affrontare costi altissimi per lo sviluppo e il mantenimento dei suoi sistemi.
ChatGPT richiede una potenza di calcolo straordinaria, una gestione dei dati rigorosa (anche per rispettare normative come il GDPR), aggiornamenti continui e un’infrastruttura tecnologica costosa.
A oggi, la monetizzazione di ChatGPT si basa principalmente su:
- abbonamenti a ChatGPT Plus,
- piani business ed enterprise,
- accesso alle API per sviluppatori e aziende.
Ma con l’evoluzione dei modelli, questa strategia potrebbe non essere più sufficiente.
Da qui, quindi, nasce la proposta di valutare l’inserimento della pubblicità come fonte aggiuntiva di ricavi.
La pubblicità come possibile fonte di guadagno
Nel podcast, Altman ha affermato di non essere contrario in modo assoluto alla pubblicità, ma di volerla trattare con estrema attenzione. La fiducia degli utenti è la base del successo di ogni modello di intelligenza artificiale.
Per questo ha precisato che non ha alcuna intenzione di inserire contenuti pubblicitari all’interno delle risposte generate da ChatGPT. Piuttosto, ha lasciato aperta la possibilità di introdurre annunci pubblicitari al di fuori del flusso di output del modello linguistico.
Non ha specificato con esattezza dove potrebbero apparire questi annunci, ma possiamo ipotizzare soluzioni come:
- piccoli banner laterali nell’interfaccia utente,
- suggerimenti sponsorizzati a fine conversazione,
- messaggi dichiaratamente pubblicitari in aree separate rispetto al testo generato dall’AI.
In ogni caso, Altman ha sottolineato che la soglia per accettare una simile integrazione dovrà essere molto alta e che le pubblicità dovranno essere realmente utili per l’utente e chiaramente distinguibili dall’output del modello.
Annunci dentro le risposte: scenari e impatti
Qui entriamo nel vero nodo critico della questione.
Se un domani le risposte generate dall’AI venissero influenzate da chi paga per apparire, l’intero rapporto di fiducia costruito con gli utenti crollerebbe. Le persone inizierebbero a mettere in dubbio la veridicità, la trasparenza e l’utilità stessa delle risposte.
E la conseguenza più probabile sarebbe che molti utenti smetterebbero gradualmente di usare quel modello di intelligenza artificiale, minando, così, sia il prodotto specifico che l’immagine e l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa nel suo insieme. Un’adozione che già oggi è rallentata da dubbi, paure e resistenze condivise da un elevato numero di persone.
Per questo motivo Altman ha voluto essere molto chiaro: non intende assolutamente inserire annunci nel flusso delle risposte generate dal modello, proprio perché questo equivarrebbe a distruggere la fiducia e l’autorevolezza della tecnologia.
Data di uscita di GPT-5
La data esatta non è ancora stata resa nota, ma il rilascio di GPT‑5 è previsto per l’estate 2025.
Le indiscrezioni che circolano ormai da qualche mese, parlano di un progresso notevole rispetto a GPT‑4, con miglioramenti nella capacità di ragionamento, nel supporto multimodale (testi, immagini, audio) e nell’interazione naturale.
Il nuovo modello sarà, dunque, più:
- potente grazie a un training più avanzato;
- intelligente perchè in grado di comprendere sfumature e contesti complessi;
- personalizzabile perchè si adatterà meglio alle esigenze dell’utente.
- affidabile rispetto a GPT-4 nel controllo delle allucinazioni.
GPT-5 sarà, quindi, una rivoluzione per aziende, professionisti e privati che usano l’AI per lavoro, ricerca, assistenza o creatività.
5. Prospettive e rassicurazioni
Le parole del CEO di OpenAI sono state chiare: se mai verrà introdotta la pubblicità, sarà al di fuori delle risposte generate. Nessuna manipolazione, nessuna influenza occulta. Solo eventuali contenuti ben separati, trasparenti, dichiarati e utili per l’utente.
Nel frattempo, però, possiamo guardare con ottimismo alle grandi novità che GPT‑5 porterà. Dall’aumento delle capacità conversazionali, alla gestione di informazioni complesse, si tratta di un modello destinato a ridefinire le possibilità dell’AI generativa.
GPT-5, come i modelli precedenti di OpenAI, sarà integrato in Mimír AI Agent ed è proprio per questo motivo che non vediamo l’ora di poter “toccare con mano” tutte le novità e gli aggiornamenti che verranno rilasciati.
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Mimír AI Agent è una piattaforma di agenti conversazionali evoluti progettata per aziende che vogliono:
- automatizzare la customer care,
- semplificare e velocizzare il lavoro dei team interni,
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Tra i modelli disponibili, come Claude e quelli di Meta, troverai anche GPT‑5, non appena sarà rilasciato, con tutte le sue nuove funzionalità.
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Fonti:
- Sam Altman on AGI, GPT-5, and what’s next, THE OPENAI PODCAST (EP.1)
Domande frequenti
Quando esce GPT-5?
Il CEO di OpenAI Sam Altman ha annunciato, durante la prima puntata del podcast ufficiale dell'azienda, che GPT-5 sarebbe stato rilasciato entro l'estate 2025. La data esatta non era ancora stata resa nota al momento dell'annuncio, ma la finestra indicata era l'estate 2025.
OpenAI introdurrà la pubblicità in ChatGPT?
Sam Altman si è dichiarato non contrario in modo assoluto alla possibilità di inserire pubblicità in ChatGPT, ma ha precisato di volerla trattare con estrema attenzione perché la fiducia degli utenti è la base del successo di ogni modello AI. Non si tratta quindi di una decisione presa, ma di un'ipotesi aperta da valutare con cautela.
Perché OpenAI valuta la pubblicità in ChatGPT?
Perché OpenAI, come molte aziende che sviluppano modelli linguistici di ultima generazione, affronta costi altissimi per lo sviluppo e il mantenimento dei propri sistemi. La pubblicità rappresenterebbe una possibile fonte di guadagno per sostenere questi costi e mantenere l'accesso ampio alla piattaforma.
Come funzionerebbero gli annunci secondo Altman?
Le parole del CEO sono state chiare: se mai verrà introdotta la pubblicità, sarà al di fuori delle risposte generate, senza manipolazione né influenza occulta. Si tratterebbe solo di eventuali contenuti ben separati, trasparenti, dichiarati e utili per l'utente, per non compromettere la fiducia nelle risposte del modello.



