Il 13 agosto 2026 DeepSeek ha rilasciato V4-Pro-0813 su API e chat con un cartellino che sembrava chiudere il discorso: 0,435 dollari per milione di token in input e 0,87 in output, contro i 5 e i 25 dollari di Claude Opus 4.8. Tre giorni dopo quel cartellino non esisteva più. Chi oggi cerca i prezzi API di DeepSeek V4 Pro trova numeri diversi da quelli dei titoli di agosto, e la differenza non è un dettaglio contabile: cambia la risposta all’unica domanda che conta davvero per un’azienda, cioè se convenga spostare i carichi di lavoro su un modello cinese.
In questo articolo scoprirai:
- Quanto costa DeepSeek V4 Pro oggi: il listino ufficiale dopo il 16 agosto
- I quattro benchmark vinti contro Opus 4.8 e quelli che DeepSeek non mostra
- Switchare da Opus 4.8 a DeepSeek V4 Pro: il conto vero
- I costi nascosti dello switch: retooling, valutazione, dati e latenza
- Perché la scelta del modello non si fa sul price tag
Quanto costa DeepSeek V4 Pro oggi: il listino ufficiale dopo il 16 agosto
La documentazione ufficiale di DeepSeek riporta oggi tre voci per deepseek-v4-pro, non una: 0,66 dollari per milione di token in input (cache miss) e 1,98 in output in fascia off-peak, esattamente il doppio in fascia peak, e 0,022 dollari per milione sugli input serviti da cache. Il modello dichiara una finestra di contesto da 1 milione di token e un output massimo di 384K, con un limite di concorrenza fissato a 500 richieste, un quinto di quello concesso a V4 Flash, che ne ha 2.500.
L’aumento è entrato in vigore alle 16:00 UTC del 16 agosto. Engadget ha calcolato che il prezzo in output di V4 Pro in fascia di punta è più che quadruplicato rispetto agli 0,87 dollari di lancio, mentre V4 Flash è passato da 0,28 a 1,32 dollari in fascia peak (0,66 off-peak). Sulle tariffe cache-hit l’aumento tocca punte a quattro cifre percentuali. La motivazione ufficiale è «allocare le risorse in modo più ragionevole»: tradotto, spostare il carico fuori dalle ore di congestione. Su cosa fare quando un fornitore ribalta il listino abbiamo scritto quale LLM scegliere quando i prezzi cambiano: lì la domanda è come si decide quando un fornitore ribalta il listino, qui è quanto costa oggi V4 Pro e se lo switch conviene.
Peak e off-peak: gli orari UTC che raddoppiano la bolletta a un’azienda italiana
Le fasce di punta sono 01:00, 04:00 e 06:00, 10:00 UTC, dal lunedì al venerdì. Per un’azienda italiana in ora legale significa 03:00, 06:00 e 08:00, 12:00 ora locale: la seconda finestra copre in pieno la prima mattinata lavorativa. Un assistente interno interrogato dai colleghi alle dieci del mattino paga tariffa doppia; lo stesso job schedulato alle 14:00 paga metà. È una variabile di architettura, non di listino: chi può accodare l’elaborazione la sposta, chi serve richieste sincrone no.
I quattro benchmark vinti contro Opus 4.8 e quelli che DeepSeek non mostra
I numeri sul rilascio GA riportati da deepseekv4pro.com, sito terzo non riconducibile al laboratorio, sono un salto reale rispetto alla preview: DeepSWE passa da 12,8 a 62,7, Terminal Bench 2.1 da 72,1 a 87,9, CyberGym da 52,7 a 83,3. Su questi test, più AutomationBench, DeepSeek dichiara di superare Claude Opus 4.8. Vale però la precisazione che fa Enterprise DNA: la verifica indipendente è ancora in corso, e i quattro benchmark sono quelli che il produttore ha scelto di mostrare.
Il quadro aggregato è più sobrio. Artificial Analysis assegna a V4 Pro 0813 un indice di intelligenza di 42, settimo posto su 112 modelli, molto sopra la mediana dei pesi aperti comparabili, ferma a 22, ma non in testa. Sulla stessa scheda il modello viene descritto come «piuttosto costoso rispetto ad altri modelli open weight di dimensioni simili», con 67,1 token al secondo in output e 1,78 secondi di time-to-first-token. Vincere quattro test agentici e stare settimo nell’aggregato non è una contraddizione: significa che il vantaggio è verticale, concentrato su coding autonomo e task da terminale. Se il vostro caso d’uso è quello, il dato vi riguarda. Se è sintesi documentale o classificazione, no. Per capire cosa misurano davvero queste sigle vale la pena partire da come funziona un large language model.
Switchare da Opus 4.8 a DeepSeek V4 Pro: il conto vero
Facciamo il calcolo su un carico realistico: 100 milioni di token in input e 20 milioni in output al mese, senza cache. Con il listino Anthropic, 5 dollari in input e 25 in output per milione, Opus 4.8 costa 1.000 dollari. Con DeepSeek V4 Pro in fascia off-peak lo stesso carico costa 105,60 dollari: circa nove volte meno. In fascia peak sale a 211 dollari, e il divario si dimezza.
Il confronto però cambia ancora se si usano le leve che Anthropic mette a disposizione. Con la Batch API, che sconta del 50% input e output, Opus 4.8 scende a 500 dollari, e il rapporto passa da nove a meno di cinque. Con il prompt caching, dove un cache hit costa il 10% del prezzo base, un’applicazione con system prompt lungo e stabile recupera altro terreno. Nove volte è il numero del titolo; quattro o cinque volte è il numero della fattura. Resta un vantaggio robusto, ma non è più l’ordine di grandezza che giustifica una migrazione a occhi chiusi. Un confronto più ampio sui listini frontier lo trovate nell’analisi su benchmark e prezzi di GPT-6 Astra, e sul rapporto tra API e abbonamento nella guida ai costi delle API di Claude.
DeepSeek V4 Flash o V4 Pro: quale API conviene per il carico che avete
Flash costa 0,22 in input e 0,66 in output off-peak, un terzo di Pro, e regge 2.500 richieste concorrenti contro 500. Su parecchi benchmark agentici la distanza si è assottigliata, come abbiamo visto quando V4 Flash ha superato V4 Pro su test chiave. Per volumi alti e task ripetitivi Flash è spesso la scelta corretta; Pro si giustifica sul ragionamento lungo.
I costi nascosti dello switch: retooling, valutazione, dati e latenza
Il price tag è la voce più visibile e quasi mai la più cara. Un prompt ottimizzato su Claude non è portabile: cambia il formato di tool calling, cambia il comportamento sotto istruzioni ambigue, cambia il modo in cui il modello reagisce agli stessi esempi. Ogni riscrittura è lavoro di persone, e va messa nel conto insieme al risparmio sul listino.
Poi c’è la valutazione. Senza una suite di test sul vostro dominio, lo switch non è una decisione ma una scommessa: i benchmark pubblici misurano compiti che non sono i vostri. Va messa in conto anche la volatilità: in quattro mesi DeepSeek ha annunciato riduzioni permanenti e poi le ha ribaltate con aumenti fino al 1.100%. Chi ha costruito un business case sul prezzo di luglio lo ha visto evaporare in tre giorni. Sul perché il ritorno di un progetto AI dipenda raramente dal costo del modello abbiamo scritto un’analisi dedicata, e vale anche qui.
Dati verso la Cina e AI Act: cosa verificare prima di spostare i carichi
Chiamare l’API ufficiale significa inviare prompt e documenti a infrastruttura cinese, con implicazioni contrattuali che un DPO valuta prima di un CTO, soprattutto per i sistemi che ricadono negli obblighi dell’AI Act. C’è però una via d’uscita: i pesi sono rilasciati con licenza MIT, quindi chi ha l’infrastruttura può eseguire il modello internamente e togliere dal tavolo sia la latenza verso l’Asia sia il trasferimento dei dati. Non è gratis, è capex e competenze al posto di opex, ma è un’opzione che Opus 4.8 non offre.
Perché la scelta del modello non si fa sul price tag
Il punto che il confronto DeepSeek contro Opus 4.8 rende evidente è che il modello è la variabile meno stabile dell’intero progetto: cambia listino in tre giorni, cambia classifica ogni sei settimane. Ciò che resta è l’architettura intorno, come sono scritti i prompt, dove finiscono i dati, quali valutazioni dicono se una risposta è buona, quanto costa cambiare fornitore fra sei mesi. Un sistema progettato bene tratta il modello come un componente sostituibile e permette di arbitrare fra Flash, Pro e Opus a seconda del task, invece di legarsi a uno solo. Lo stesso ragionamento vale quando si porta un modello frontier in produzione: la chiave non è l’accesso alle API, è tutto quello che ci sta attorno. E quando si ragiona di agenti AI, la scelta si complica ancora, perché entrano in gioco concorrenza, latenza e affidabilità degli strumenti.
È esattamente qui che serve qualcuno che faccia la scelta insieme all’azienda, non al posto suo. In MIMIR non consegniamo un prodotto e via: seguiamo l’onboarding, mettiamo in piedi le valutazioni sul vostro dominio e restiamo accanto al team quando il mercato cambia le carte in tavola, come ha fatto ad agosto. Se avete un’esigenza concreta su AI e agenti e volete capire se uno switch di modello vi conviene davvero, parliamone.
Fonti:
- DeepSeek — listino ufficiale delle API
- deepseekv4pro.com — benchmark riportati sul rilascio di V4-Pro-0813 (sito terzo)
- Wccftech — il prezzo di lancio di V4-Pro-0813
- Engadget — i modelli DeepSeek diventano quattro volte più cari
- Quartz — le fasce peak e off-peak delle API DeepSeek
- PYMNTS — la motivazione ufficiale del rincaro
- Enterprise DNA — lancio, rincaro e implicazioni per le aziende
- Artificial Analysis — scheda indipendente di DeepSeek V4 Pro
- Anthropic — listino delle API Claude
Domande frequenti
Quanto costa oggi l'API di DeepSeek V4 Pro?
Dal 16 agosto 2026 il listino ufficiale è di 0,66 dollari per milione di token in input (cache miss) e 1,98 in output in fascia off-peak, esattamente il doppio in fascia peak. Gli input serviti da cache costano 0,022 dollari per milione. I prezzi di lancio di 0,435 e 0,87 dollari non sono più validi.
Quali sono le fasce orarie peak di DeepSeek?
Le fasce di punta sono 01:00-04:00 e 06:00-10:00 UTC, dal lunedì al venerdì. Per un'azienda italiana in ora legale corrispondono alle 03:00-06:00 e alle 08:00-12:00 ora locale. Le richieste servite in quelle finestre pagano il doppio, quindi conviene accodare i job non sincroni fuori da quegli orari.
DeepSeek V4 Pro conviene davvero rispetto a Claude Opus 4.8?
Su un carico da 100 milioni di token in input e 20 milioni in output al mese, Opus 4.8 costa 1.000 dollari e V4 Pro off-peak 105,60: circa nove volte meno. Usando la Batch API di Anthropic, che sconta del 50%, il divario scende sotto le cinque volte. Vanno poi messi in conto retooling dei prompt, valutazione sul proprio dominio e trasferimento dei dati verso infrastruttura cinese.
Meglio DeepSeek V4 Flash o V4 Pro?
Flash costa 0,22 dollari in input e 0,66 in output off-peak, un terzo di Pro, e regge 2.500 richieste concorrenti contro le 500 di Pro. Su molti benchmark agentici la distanza fra i due si è assottigliata. Per volumi alti e task ripetitivi Flash è di norma la scelta corretta, mentre Pro si giustifica sul ragionamento lungo.



