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Database vettoriali vs tradizionali_ differenze e usi

Database vettoriali vs tradizionali: differenze e usi nel 2026

I database vettoriali sono sistemi di archiviazione progettati per memorizzare e interrogare dati sotto forma di vettori ad alta dimensionalità, mentre i database tradizionali (relazionali, SQL) organizzano le informazioni in tabelle strutturate con schemi rigidi. La differenza chiave sta nel tipo di ricerca supportata: i database SQL eseguono query esatte su dati strutturati, i database vettoriali trovano elementi semanticamente simili tramite calcolo di distanza in spazi multidimensionali. Con l’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa e dei Large Language Models, i database vettoriali come Qdrant sono diventati infrastruttura fondamentale per pipeline RAG e ricerca semantica. Nel 2026, però, il confine si è fatto più sottile: i principali motori relazionali hanno integrato indici e tipi di dato vettoriali nativi, e la domanda non è più «quale dei due» ma «dove mettere il confine».

In questo articolo scoprirai:

  • Come funzionano i database SQL e quali sono i loro punti di forza e limiti.
  • Cosa sono i database vettoriali e perché sono centrali per l’AI moderna.
  • Come funziona davvero la ricerca per somiglianza: coseno, prodotto scalare, distanza euclidea.
  • Un confronto diretto tra le due tecnologie su scalabilità, schema, costi e casi d’uso.
  • Le ottimizzazioni che contano in produzione: quantizzazione e ricerca ibrida.
  • Cosa è cambiato nel 2026: la convergenza tra SQL e ricerca vettoriale.
  • Il ruolo di Qdrant nell’architettura RAG e i criteri pratici per scegliere.
  • Le domande che tornano più spesso: quanto costa, quale metrica usare, cosa succede se cambi modello di embedding.

Capire i Database SQL (i “database tradizionali”)

Un database SQL è un sistema relazionale che organizza i dati in tabelle con righe e colonne tipizzate, interrogabili tramite il linguaggio Structured Query Language. Il modello relazionale fu formalizzato da Edgar F. Codd in un celebre paper del 1970, A Relational Model of Data for Large Shared Data Banks, e da allora domina la gestione dei dati aziendali. La struttura rigida e ben definita facilita l’organizzazione delle informazioni e rende il recupero particolarmente efficiente attraverso query precise, adatte a una vasta gamma di applicazioni aziendali e informatiche.

La famiglia si è nel frattempo diversificata: accanto ai motori transazionali classici (PostgreSQL, MySQL, SQL Server) sono cresciuti i motori analitici colonnari orientati alle query OLAP, dove l’esecuzione vettorizzata delle operazioni porta guadagni di ordini di grandezza. È il caso di DuckDB e della sua architettura ottimizzata: un promemoria utile del fatto che “SQL” non significa automaticamente “lento sui grandi volumi”.

Vantaggi dei Database SQL

  1. Integrità dei dati e garanzie ACID: vincoli di chiave, tipi espliciti e transazioni atomiche impediscono che un dato incoerente entri nel sistema. È la ragione per cui ordini, pagamenti e anagrafiche stanno ancora su un relazionale: la correttezza è imposta dal motore, non dal codice applicativo.
  2. Interrogazione Complessa: Grazie al linguaggio SQL, è possibile eseguire query molto complesse che includono JOIN, sottointerrogazioni, aggregati e funzioni di ordinamento. Questa capacità rende i database SQL estremamente versatili e capaci di gestire complesse analisi dati, reportistica e operazioni di business intelligence.
  3. Ecosistema e competenze diffuse: backup, replica, controllo degli accessi, audit e strumenti di governance sono maturi da decenni. In un progetto aziendale questo si traduce in minori costi operativi e in un rischio di lock-in più basso rispetto a servizi vettoriali proprietari.

Limitazioni dei Database SQL

  1. Sfide di Scalabilità: Nonostante l’efficienza e la robustezza, i database SQL tradizionali possono incontrare limitazioni nella scalabilità, specialmente in orizzontale. Mentre la scalabilità verticale (incremento delle risorse nel singolo server) è generalmente gestibile, espandere l’architettura su più server (scalabilità orizzontale) può presentare complessità significative. Questo aspetto è particolarmente critico in applicazioni che devono gestire volumi di dati in crescita esponenziale o che richiedono alte prestazioni in termini di accesso ai dati.
  2. Schema Rigido: I database SQL richiedono la definizione di uno schema prima che i dati possano essere immagazzinati. Questo schema deve definire con precisione come i dati sono organizzati, includendo tipi di dati, tabelle e relazioni. Sebbene questo approccio garantisca ordine e coerenza, può anche limitare la flessibilità. Adattarsi a modifiche sostanziali nella struttura dei dati, come l’aggiunta di nuovi campi o la modifica di relazioni, può risultare complicato e richiedere migrazioni dati complesse.
  3. Assenza di semantica nativa: una query SQL classica trova ciò che corrisponde, non ciò che significa la stessa cosa. La ricerca full-text con indici testuali attenua il problema ma resta legata alle parole, non ai concetti: è esattamente il vuoto che gli embeddings riempiono.

Esplorare i Database Vettoriali

Un database vettoriale è un sistema ottimizzato per memorizzare e interrogare dati sotto forma di vettori numerici ad alta dimensionalità, tipicamente prodotti da modelli di intelligenza artificiale. A differenza dei tradizionali database basati su SQL, i database vettoriali utilizzano un’architettura pensata per gestire dati rappresentati come array numerici — concetti matematici fondati sull’algebra lineare applicata al machine learning. Questa categoria di sistemi è emersa come risposta alle esigenze delle tecnologie emergenti nei settori dell’intelligenza artificiale e del machine learning.

Cos’è un Database Vettoriale

Un database vettoriale è specializzato nella memorizzazione e nell’interrogazione di dati rappresentati come vettori, cioè array di numeri che descrivono le caratteristiche di oggetti in spazi ad alta dimensionalità. Questi vettori vengono generati da modelli di intelligenza artificiale attraverso un processo chiamato embedding: ogni parola, frase, immagine o documento viene trasformato in una sequenza numerica che ne cattura il significato semantico. Per capire come si producono e si usano queste rappresentazioni conviene partire dalla guida agli embeddings, che copre anche le famiglie di modelli oggi più diffuse (dai modelli di embedding di OpenAI e Cohere alle alternative open come BGE ed E5) e le tecniche di riduzione della dimensionalità. Questa peculiarità rende i database vettoriali strumenti indispensabili in campi come la visione artificiale, il riconoscimento del parlato e il processamento automatico del linguaggio, dove è fondamentale poter comparare elementi complessi quali immagini, tracce audio e testi per trovare correlazioni o somiglianze.

Come Funziona la Ricerca per Somiglianza: Coseno, Prodotto Scalare, Distanza Euclidea

Cercare in un database vettoriale significa calcolare una misura di distanza tra il vettore della query e quelli archiviati, poi restituire i più vicini. Le metriche usate in pratica sono tre. La similarità del coseno misura l’angolo tra due vettori e ignora la loro lunghezza: è la scelta abituale per il testo, dove conta la direzione semantica e non l’intensità. Il prodotto scalare tiene conto anche della magnitudine ed è più veloce da calcolare; su vettori normalizzati produce lo stesso ordinamento del coseno. La distanza euclidea (L2) misura la separazione geometrica nello spazio ed è comune sulle rappresentazioni di immagini e su feature numeriche non normalizzate.

Il punto pratico che sfugge più spesso: la metrica non si sceglie a gusto, si eredita dal modello di embedding. Ogni modello viene addestrato con un obiettivo che presuppone una specifica misura di similarità, e usarne un’altra in fase di query degrada il recall senza produrre alcun errore visibile — il sistema continua a rispondere, solo con i documenti sbagliati. È lo stesso meccanismo per cui la ricerca per coseno restituisce la pagina vicina invece di quella giusta: la somiglianza geometrica non è la pertinenza, e confonderle è l’errore più comune di chi mette in produzione il primo indice. Prima di configurare l’indice, verificate quale metrica raccomanda la scheda del modello che state usando.

Caratteristiche Principali dei Database Vettoriali

  1. Ricerca di Somiglianza Efficiente: I database vettoriali sono progettati per eseguire ricerche tra vettori “vicini” in modo estremamente efficiente. Utilizzano algoritmi di ricerca approssimata del vicino più prossimo (ANN) come HNSW (Hierarchical Navigable Small World) o IVF (Inverted File Index) per identificare rapidamente i vettori più simili a quello dato in input. Accanto a HNSW, oggi standard de facto in memoria, si sono affermati indici pensati per l’archiviazione su disco (famiglia DiskANN), che riducono il costo per milione di vettori quando il dataset non sta in RAM.
  2. Flessibilità dello Schema: A differenza dei database SQL, che richiedono la definizione di uno schema rigido e predefinito, i database vettoriali offrono una maggiore flessibilità: non sono vincolati da uno schema fisso e permettono di aggiungere o modificare gli attributi associati a ogni elemento senza ristrutturare l’intero database. Attenzione però al confine di questa flessibilità: riguarda i metadati che accompagnano i vettori (il payload), non i vettori stessi. Dimensione del vettore e metrica di distanza si fissano alla creazione della collezione, e cambiarle significa ricrearla da zero.
  3. Prestazioni su Dati ad Alta Dimensionalità: questi sistemi gestiscono volumi enormi di vettori con centinaia o migliaia di dimensioni mantenendo latenze compatibili con l’uso interattivo, e lo fanno rinunciando alla ricerca esatta in favore di quella approssimata: al crescere delle dimensioni la scansione esatta diventa impraticabile, quindi si accetta di perdere qualche risultato in cambio della velocità. L’architettura pensata intorno a questo compromesso è descritta nel paper Milvus di Guo et al. (2021).

Ottimizzazioni dei Database Vettoriali: Quantizzazione e Ricerca Ibrida

Oltre alle caratteristiche di base, tre proprietà distinguono un database vettoriale usabile in produzione da un prototipo: il controllo dell’occupazione di memoria, la combinazione dei segnali di ricerca e l’integrazione diretta con i modelli.

  1. Quantizzazione e controllo dei costi: poiché la memoria è il vero collo di bottiglia, i motori moderni offrono quantizzazione scalare e binaria dei vettori, che comprime drasticamente l’occupazione di RAM a fronte di una perdita di accuratezza contenuta e recuperabile con una fase di re-scoring sui vettori originali. È la leva principale per rendere sostenibile un indice da decine di milioni di embeddings.
  2. Ricerca ibrida: la pura similarità densa fallisce su codici prodotto, nomi propri e sigle. Per questo la combinazione tra vettori densi e segnali lessicali sparsi (BM25 e varianti), con successivo riordinamento tramite un reranker, è diventata la configurazione predefinita nei sistemi di produzione.
  3. Integrazione con l’ecosistema AI: l’interfaccia di questi sistemi è pensata per stare dentro una pipeline di machine learning: SDK client per i linguaggi del data engineering, connettori pronti per i framework di orchestrazione degli LLM e, in alcuni motori, la generazione degli embeddings direttamente lato server, che evita di mantenere un servizio intermedio. Non eseguono i modelli predittivi: li servono.

Database Vettoriali vs Database Tradizionali: Confronto Diretto

Il confronto tra database vettoriali e database tradizionali si riduce a una distinzione chiave: struttura rigida con query esatte contro schema flessibile con ricerca per somiglianza. Le due tecnologie sono spesso complementari più che alternative. Ecco un riepilogo strutturato sulle dimensioni più rilevanti per un progetto AI o aziendale.

Tabella di Confronto tra Database Vettoriali e Database Tradizionali

CaratteristicaDatabase SQL (Relazionale)Database Vettoriale
Struttura dei datiTabelle con righe e colonne tipizzateVettori numerici ad alta dimensionalità
Tipo di queryQuery esatte (JOIN, WHERE, GROUP BY)Ricerca per somiglianza semantica (ANN), spesso ibrida denso+sparso
Metrica di ricercaUguaglianza e operatori di confrontoCoseno, prodotto scalare o distanza euclidea, ereditata dal modello di embedding
SchemaRigido, predefinitoFlessibile sui payload filtrabili, fisso su dimensione e metrica del vettore
Scalabilità orizzontaleComplessa, richiede sharding manualeNativa, progettata per distribuire
Garanzie ACIDSì, completeParziali o assenti (dipende dal sistema)
Collo di bottiglia principaleI/O su disco e contesa sui lockMemoria occupata dagli indici (mitigata da quantizzazione)
Costo del “riaddestramento”Nessuno: i dati sono già interrogabiliCambiare modello di embedding impone la re-indicizzazione totale
Caso d’uso idealeERP, CRM, e-commerce, reportisticaRicerca semantica, RAG, sistemi di raccomandazione, visione artificiale
Integrazione con LLMIndiretta, richiede middlewareNativa, progettata per questo scopo
Esempi di sistemiPostgreSQL, MySQL, Microsoft SQL Server, OracleQdrant, Milvus, Weaviate, Pinecone, Chroma, pgvector

Architetture Ibride: Database Vettoriale e Relazionale Insieme

La scelta non è necessariamente esclusiva: molte architetture moderne adottano un approccio ibrido, affiancando un database relazionale per i dati transazionali a un database vettoriale per le funzionalità di ricerca semantica e raccomandazione. PostgreSQL stesso offre l’estensione pgvector per supportare casi d’uso ibridi nativamente, ed è disponibile praticamente su tutti i Postgres gestiti in cloud.

Cosa è Cambiato nel 2026: la Convergenza tra SQL e Vettoriale

La novità più rilevante degli ultimi due anni non è un nuovo motore vettoriale, ma il fatto che la ricerca vettoriale sia diventata una feature dei database tradizionali. Oracle ha introdotto un tipo di dato vettoriale e la AI Vector Search nel database 23ai, Microsoft ha portato tipi e funzioni vettoriali dentro SQL Server, MySQL HeatWave ha aggiunto un vector store integrato, MongoDB Atlas e Elasticsearch/OpenSearch offrono indici vettoriali gestiti, e pgvector ha continuato a maturare sul fronte dei filtri combinati e dell’efficienza degli indici. Sul fronte opposto, i motori vettoriali nativi hanno assorbito funzionalità “da database”: filtri strutturati sui payload, multi-tenancy, snapshot, controllo degli accessi.

Il punto tecnico su cui si è concentrata questa convergenza è il filtro combinato con la ricerca approssimata: cercare i vettori più simili e insieme imporre una condizione sui metadati (un tenant, una data, una categoria). L’approccio ingenuo — prendere i primi k risultati e poi filtrarli — restituisce liste semivuote quando il filtro è selettivo. Le implementazioni recenti, da pgvector con la scansione iterativa dell’indice ai motori nativi che valutano il predicato durante l’attraversamento del grafo, affrontano esattamente questo problema. Se il vostro caso d’uso prevede filtri stretti, è la prima cosa da verificare in un benchmark: è lì che le differenze tra sistemi si vedono davvero.

Come Scegliere tra Database Vettoriale e SQL nel 2026

La conseguenza pratica per chi deve decidere oggi è netta e va contro l’istinto del 2023:

  • Sotto il milione di vettori, con dati già in Postgres e un team senza esperienza di infrastruttura AI, l’estensione vettoriale del database esistente è quasi sempre la scelta razionale: un sistema in meno da gestire, transazionalità e backup inclusi.
  • Oltre le decine di milioni di vettori, o con requisiti stringenti di latenza, filtri complessi, quantizzazione e aggiornamento continuo dell’indice, un motore vettoriale dedicato mantiene un vantaggio strutturale.
  • In ogni caso serve una fonte di verità: il database vettoriale è un indice derivato, ricostruibile. I documenti originali e i metadati vanno tenuti altrove, perché prima o poi cambierete modello di embedding e dovrete ricalcolare tutto.

Il Modello di Embedding Vincola più del Database Vettoriale

Quest’ultimo punto è il più sottovalutato: la scelta del modello di embedding vincola più della scelta del database. Dimensione del vettore, lingua supportata e costo per milione di token determinano tanto la qualità del retrieval quanto la bolletta mensile, e cambiarli significa re-indicizzare l’intero corpus.

Qdrant: Memorizzazione Vettoriale per il RAG con LLM

Qdrant è un database vettoriale open-source scritto in Rust che si distingue per la capacità di integrarsi con i modelli di machine learning, in particolare nel contesto della Retrieval-Augmented Generation. La documentazione ufficiale di Qdrant evidenzia come il sistema sia ottimizzato per le prestazioni dei Large Language Models, offrendo accesso efficiente e scalabile a vasti set di dati vettoriali. La sua tecnologia permette memorizzazione efficiente ed elaborazione rapida delle query, essenziale per applicazioni di intelligenza artificiale di ultima generazione.

Rispetto alle prime versioni, l’evoluzione più utile in produzione riguarda tre aspetti: la quantizzazione scalare e binaria, che abbatte l’occupazione di memoria degli indici; il supporto ai vettori sparsi, che consente di implementare ricerca ibrida denso+lessicale in un unico sistema senza affiancare un motore full-text; e il filtraggio strutturato sui payload applicato durante la ricerca ANN, che evita il classico problema del recupero dei primi k risultati poi svuotato dai filtri applicati a posteriori.

Il Ruolo di Qdrant nel RAG

La Retrieval-Augmented Generation (RAG) è una metodologia, introdotta da Lewis et al. (2020) in un paper NeurIPS, che arricchisce i modelli di linguaggio combinando capacità generative con un meccanismo di recupero esterno. Qdrant si inserisce in questo processo memorizzando rappresentazioni vettoriali dei dati, che possono essere rapidamente interrogate dai LLM per recuperare informazioni pertinenti e aggiornate. Questo recupero di contesto arricchito prima della generazione della risposta migliora notevolmente l’accuratezza e la pertinenza degli output del modello — come avviene nel framework Cheshire Cat, che sfrutta proprio questa architettura.

Vale la pena ricordare che il RAG non è l’unica architettura possibile: con finestre di contesto molto ampie si può precaricare l’intera base di conoscenza nella cache del modello (CAG) o esporla come knowledge base strutturata, e in quegli scenari il database vettoriale pesa meno o sparisce del tutto. Abbiamo messo a confronto le tre impostazioni, con i rispettivi limiti di costo e freschezza, nella guida alle architetture RAG, CAG e LLM wiki.

Va detto che il database vettoriale è solo un pezzo della catena. Nelle implementazioni recenti la qualità delle risposte dipende almeno quanto dalla strategia di suddivisione dei documenti in chunk, dalla ricerca ibrida, dal reranking dei candidati e dalla valutazione sistematica del retrieval. Un motore veloce con un chunking sbagliato produce risposte sbagliate, solo più in fretta: su come mettere insieme queste scelte in un progetto concreto abbiamo raccolto i criteri nella guida al RAG aziendale su misura.

Applicazioni di Qdrant nell’IA e nell’Apprendimento Automatico

  1. Miglioramento della Comprensione della Lingua Naturale: Utilizzando Qdrant in combinazione con la RAG, i LLM possono raggiungere una comprensione del contesto notevolmente migliorata, cruciale per applicazioni come assistenti virtuali e sistemi interattivi avanzati. È anche ciò che separa un chatbot a regole da un chatbot AI: il primo segue un albero di risposte predefinite, il secondo recupera il contesto pertinente prima di formulare la risposta.
  2. Personalizzazione e Scalabilità: Con Qdrant è possibile integrare dinamicamente nuovi dati nei LLM senza la necessità di riaddestrare completamente i modelli. Questo aspetto è fondamentale per mantenere le applicazioni di intelligenza artificiale aggiornate con le ultime informazioni senza compromettere la scalabilità o le prestazioni.
  3. Ricerca Semantica Aziendale: Le imprese possono utilizzare Qdrant per costruire motori di ricerca interni capaci di comprendere il significato delle query degli utenti — non solo le parole chiave — restituendo risultati contestualmente rilevanti da documenti, email e knowledge base aziendali.
  4. Agenti che consultano più fonti: nei sistemi agentici il retrieval non è un’unica chiamata ma una sequenza di interrogazioni con riformulazione della query. Qui la latenza del singolo lookup si moltiplica, e la scelta del motore vettoriale torna a pesare sull’esperienza finale.

Confronto con le Alternative Tradizionali

Mentre i database SQL tradizionali sono ottimizzati per gestire transazioni e query su dati strutturati con rigidità schema-based, Qdrant eccelle nell’ambito dei dati ad alta dimensionalità, tipici delle applicazioni di AI. Questa capacità di gestire grandi volumi di dati vettoriali e di eseguire ricerche di somiglianza velocemente lo rende ideale per scenari in cui il tempo di risposta è critico e dove i dati evolvono continuamente. Il rovescio della medaglia resta l’assenza di garanzie transazionali complete: per questo, in architetture serie, il vettoriale affianca il relazionale e non lo sostituisce.

Quando Usare un Database Vettoriale e Quando un Database SQL

Scegli un database SQL quando i tuoi dati sono strutturati, transazionali e le query richiedono filtri esatti; scegli un database vettoriale quando devi gestire embeddings, ricerca semantica o alimentare un LLM con contesto. Ecco alcune linee guida pratiche.

Quando Conviene un Database SQL

  • I tuoi dati hanno una struttura tabellare chiara e stabile (ordini, clienti, fatture).
  • Hai bisogno di garanzie ACID complete per transazioni finanziarie o critiche.
  • Le query riguardano filtri esatti, aggregazioni e join tra entità correlate.
  • Il tuo team ha competenze consolidate su tecnologie relazionali.
  • Il volume di embeddings è modesto: in quel caso un’estensione vettoriale sul database esistente evita di aggiungere un servizio da mantenere.

Quando Serve un Database Vettoriale

  • Devi implementare una pipeline RAG per arricchire un LLM con conoscenza aziendale — una decisione che va valutata insieme all’alternativa dell’addestramento, come spieghiamo nel confronto RAG vs fine-tuning per casi d’uso enterprise.
  • Vuoi costruire un motore di ricerca semantica su testi, immagini o audio.
  • Stai sviluppando sistemi di raccomandazione basati sulla somiglianza di contenuto.
  • Lavori con embeddings prodotti da modelli linguistici o multimodali e prevedi milioni di vettori con aggiornamenti frequenti.
  • Ti servono filtri strutturati applicati durante la ricerca per somiglianza, multi-tenancy o quantizzazione per contenere i costi di memoria.

Resta valida la regola generale dei progetti AI: se il conto economico non torna, il problema quasi mai è la tecnologia, ma il caso d’uso che le è stato messo intorno.

Fonti

Domande frequenti

Cos'è un database vettoriale in parole semplici?

Un database vettoriale è un sistema di archiviazione dati progettato per memorizzare e ricercare rappresentazioni numeriche di oggetti, chiamate vettori o embeddings, che codificano il significato semantico di testi, immagini, audio o qualsiasi altro tipo di dato. Invece di cercare corrispondenze esatte come farebbe un database SQL, un database vettoriale trova gli elementi più simili a una query in base alla distanza geometrica nello spazio vettoriale.

Qual è la differenza principale tra database vettoriale e database relazionale?

La differenza fondamentale riguarda il tipo di ricerca supportato. Un database relazionale (SQL) risponde a domande del tipo "dammi tutti i clienti con età > 30 e città = Milano", ovvero filtri esatti su dati strutturati. Un database vettoriale risponde a domande come "quali documenti sono semanticamente simili a questa frase?", operando per prossimità in uno spazio multidimensionale. I due sistemi non sono concorrenti ma complementari: molte architetture AI li usano entrambi.

I database vettoriali sostituiranno i database SQL?

No. I database vettoriali non sono progettati per sostituire i database relazionali, ma per colmare un gap che questi ultimi non riescono a coprire: la gestione efficiente di dati non strutturati e la ricerca semantica. Le applicazioni enterprise moderne tendono ad adottare un'architettura ibrida, in cui il database SQL gestisce la logica transazionale e il database vettoriale alimenta le funzionalità di intelligenza artificiale.

Che cos'è un embedding e perché è importante per i database vettoriali?

Un embedding è una rappresentazione numerica densa di un oggetto, un testo, un'immagine, un suono, prodotta da un modello di intelligenza artificiale. Ogni embedding è un vettore con decine o migliaia di dimensioni, dove la distanza tra due vettori riflette la somiglianza semantica tra i due oggetti originali. I database vettoriali sono costruiti intorno al concetto di embedding: la loro funzione principale è indicizzarli e permetterne la ricerca in modo efficiente anche su miliardi di voci.

Quali sono i database vettoriali più usati nel 2025-2026?

I database vettoriali più diffusi nell'ecosistema AI attuale includono Qdrant (open-source, ad alte prestazioni), Pinecone (managed cloud), Weaviate (open-source con supporto multimodale), Chroma (leggero, ottimo per prototipazione), e Milvus (scalabile per uso enterprise). Alcuni database relazionali come PostgreSQL hanno aggiunto estensioni vettoriali (pgvector) per supportare casi d'uso ibridi senza dover adottare un sistema separato.

Come si integra un database vettoriale con un LLM?

L'integrazione più comune avviene attraverso il pattern RAG (Retrieval-Augmented Generation): i documenti aziendali vengono convertiti in embeddings e archiviati nel database vettoriale. Quando un utente invia una query al LLM, il sistema la converte anch'essa in embedding, cerca i documenti più simili nel database, e li inietta come contesto nel prompt inviato al modello. In questo modo il LLM può rispondere basandosi su conoscenza aggiornata e specifica, senza necessità di fine-tuning.

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