Claude Sonnet 5.5 costa quanto Sonnet 5 per ogni token, ma ne consuma meno per finire lo stesso lavoro. Secondo Anthropic il costo per task scende fino al 30%. Da Balyasny Asset Management il nuovo modello ha usato circa 121.000 token per risposta, contro i 497.000 del predecessore. È uscito il 28 settembre 2026 e chi usa Claude in produzione dovrà rifare i conti: lo confrontiamo con Sonnet 5 e con Opus 5.5, poi guardiamo i limiti che il lancio lascia in ombra.
In questo articolo scoprirai:
- dove Sonnet 5.5 stacca davvero Sonnet 5 su coding e agent, e dove no;
- perché il listino non cambia ma il conto per task scende;
- quando conviene pagare il doppio per Opus 5.5;
- cosa si rompe nel codice passando da Sonnet 5 a Sonnet 5.5.
Claude Sonnet 5.5: l’ultima versione di Sonnet, uscita e disponibilità
L’ultima versione di Claude Sonnet è Sonnet 5.5, rilasciata da Anthropic il 28 settembre 2026. È il secondo modello della famiglia 5.5. Il primo è stato Opus 5.5, uscito il 22 settembre come ricorda SiliconANGLE. Sonnet 5.5 prende il posto di Sonnet 5 nella fascia media del listino, quella pensata per i grandi volumi. Secondo VentureBeat Haiku 5.5 arriverà nelle prossime settimane.
Il model ID è claude-sonnet-5-5. La scheda ufficiale del modello lo dà disponibile su Claude API, Amazon Bedrock, Google Cloud e Microsoft Foundry. Ha una finestra di contesto da 1 milione di token, cioè la quantità di testo che il modello tiene presente in una volta, e un output massimo di 128.000 token. Anthropic garantisce che non verrà ritirato prima del 28 settembre 2027. Dal giorno del lancio è anche in GitHub Copilot, per i piani Pro, Pro+, Max, Business ed Enterprise. Se parti da zero, la nostra guida a Claude AI spiega come è fatto l’ecosistema.
Le novità dichiarate da Anthropic sono tre:
- genera l’output oltre il 30% più in fretta di Sonnet 5;
- usa meno token per chiudere lo stesso compito;
- legge le immagini molto meglio: su Chartography, il test di comprensione visiva citato al lancio, passa dal 15,6% di Sonnet 5 al 61,6%.
Sonnet 5.5 vs Sonnet 5: cosa cambia su coding e agent
Rispetto a Sonnet 5, il salto è netto sul coding agentico e sull’uso del computer, piccolo sul codice più difficile. Nei dati di Anthropic Sonnet 5.5 sale da 34,1% a 55,5% su CursorBench 4.0 e da 57,0% a 80,1% su OSWorld 2.1. Su FrontierCode 1.1 guadagna meno di quattro punti, da 42,4% a 46,2%. Per coding agentico si intende un modello che scrive codice, lo esegue e si corregge da solo usando terminale e strumenti. È il lavoro tipico degli agenti AI.
| Benchmark | Sonnet 5.5 | Sonnet 5 | Opus 5.5 |
|---|---|---|---|
| Terminal-Bench 4.0 | 70,6% | 10,3% | 66,4% |
| CursorBench 4.0 | 55,5% | 34,1% | 57,8% |
| FrontierCode 1.1 | 46,2% | 42,4% | 54,4% |
| OSWorld 2.1 | 80,1% | 57,0% | 81,8% |
| Humanity’s Last Exam | 64,5% | 54,9% | 67,7% |
| GDPval-AA (punti) | 1844 | 1449 | 1846 |
| Chartography | 61,6% | 15,6% | 64,4% |
Claude Sonnet 5.5 nei benchmark agentici: Terminal-Bench e OSWorld
Il numero più vistoso è quello di Terminal-Bench 4.0, che misura i compiti da riga di comando: 70,6% per Sonnet 5.5, sopra anche Opus 5.5. Il 10,3% attribuito al predecessore Sonnet 5 però è insolitamente basso. È il dato dichiarato da Anthropic e ripreso da The Decoder, e un salto di sessanta punti va letto con prudenza.
Sui compiti lunghi il segnale più chiaro è OSWorld, il test sull’uso autonomo di un computer. Anthropic aggiunge un aneddoto: Sonnet 5.5 è il primo Sonnet che ha finito Pokémon Red guardando solo gli screenshot. Anche i clienti portano dati concreti. Nei test di coding di Lovable ha fatto un terzo di chiamate agli strumenti in meno e circa metà delle esecuzioni di shell. Epic Games scrive che ha superato «la stessa asticella di qualità che ti aspetteresti da un modello di fascia superiore». GitHub è più prudente: nei suoi primi test Sonnet 5.5 pareggia Sonnet 5 sul coding, però con molti meno passaggi, token e chiamate.
Quanto costa Claude Sonnet 5.5: prezzi e costo reale
Claude Sonnet 5.5 costa quanto Sonnet 5. Paghi 2 dollari per milione di token in input e 10 in output, 0,20 dollari per leggere dalla cache e 2,50 per scriverci (cache da 5 minuti), secondo la scheda del modello. Quindi il risparmio fino al 30% non viene dal listino. Viene dal fatto che il modello usa meno token per chiudere lo stesso compito.
Non è un trucco contabile. La documentazione per sviluppatori precisa che il tokenizer, il sistema che spezza il testo in token, è lo stesso di Sonnet 5: stesso testo, stesso conteggio. I token risparmiati sono ragionamenti, passaggi e chiamate agli strumenti in meno. La stessa pagina segnala anche un vantaggio sulla cache: la lunghezza minima di un prompt memorizzabile scende da 1.024 a 512 token.
Costo per task di Claude Sonnet 5.5: cosa dicono i clienti
I dati sul risparmio portati al lancio sono molto diversi fra loro. Balyasny ha misurato circa 121.000 token per risposta contro 497.000, circa il 76% in meno, e con risultati migliori. Box parla del 12% di token in meno e di risposte 2,4 volte più veloci, riporta Anthropic. Per Slack, secondo VentureBeat, i token in output calano di circa il 14%.
Una forbice fra il 12% e il 76% dice che il risparmio dipende dal tipo di lavoro. The Decoder ricorda poi che queste cifre aspettano ancora test indipendenti. Chi è in produzione ha un solo metodo affidabile: rilanciare un campione dei propri task su tutti e due i modelli e confrontare i token. Se invece il dubbio è tra API e abbonamento, c’è il nostro confronto sui costi delle API di Claude.
Claude Opus 5.5 o Sonnet 5.5: cosa cambia e quale scegliere
Tra Opus 5.5 e Sonnet 5.5 cambia prima di tutto il prezzo: Opus costa il doppio, 4 dollari per milione di token in input e 20 in output, secondo Anthropic. In cambio resta avanti soprattutto sul codice più difficile, mentre negli altri test il distacco è di pochi punti. Il titolo di The New Stack lo riassume così: «prestazioni quasi da Opus a metà prezzo».
Su FrontierCode 1.1 Opus 5.5 segna 54,4% contro 46,2%, oltre otto punti di vantaggio. Su Humanity’s Last Exam è a 67,7% contro 64,5%, su OSWorld 2.1 a 81,8% contro 80,1%. Sonnet 5.5 invece pareggia su GDPval-AA, il test sul lavoro d’ufficio (1844 punti contro 1846), e supera Opus su Terminal-Bench 4.0, 70,6% contro 66,4%, secondo i dati di Anthropic.
Sonnet 5.5 o Opus 5.5: il modello Claude giusto per ogni uso
Un modello Claude «migliore» in assoluto non esiste: la scelta dipende dal carico di lavoro. In pratica:
- Sonnet 5.5 va bene per agenti ad alto volume, automazioni da terminale, assistenza clienti e lavoro d’ufficio, dove il divario è minimo e il prezzo si moltiplica per migliaia di chiamate;
- Opus 5.5 serve per il codice più complesso, le scelte di architettura e i compiti in cui un errore costa più dei token risparmiati;
- si possono usare insieme, con Opus che consiglia e Sonnet che esegue: la documentazione dell’advisor tool (in beta) prevede Opus 5.5 come consulente di un Sonnet 5.5.
Lo stesso schema lo descrive Kevin Ngo di Creator, citato da Anthropic: «quando è Claude Opus 5.5 a definire l’architettura, mi sentirei tranquillo a lasciare l’implementazione a Sonnet 5.5». Su Copilot conta anche il piano: Opus 5.5 è riservato a Pro+, Max, Business ed Enterprise, dice il changelog di GitHub. Per orientarti tra le famiglie c’è la guida su quale versione di Opus usare, e qui trovi il lancio di Claude Opus 5.5.
Limiti e protezioni di sicurezza di Claude Sonnet 5.5
Tre cose del lancio di Claude Sonnet 5.5 vanno prese con cautela. La prima: su FrontierCode il modello rende peggio con l’effort max che con xhigh. L’effort è il parametro che decide quanto il modello ragiona prima di rispondere. Secondo The Decoder, al livello massimo il modello divide più spesso la revisione del codice tra più sub-agenti, con timeout o modifiche fuori dal compito. La seconda: i punteggi di GDPval-AA vengono da una versione pre-release. Un bug poi corretto può averne alterato gli output strutturati. La terza è il risparmio, ancora da verificare in modo indipendente.
Protezioni di sicurezza di Claude Sonnet 5.5: rifiuti e fallback
Sonnet 5.5 è il primo Sonnet con protezioni contro gli usi informatici dannosi, simili a quelle di Opus 5.5. Secondo Anthropic servono perché le sue capacità cyber sono molto superiori a quelle di Sonnet 5. Le richieste più rischiose passano in modo visibile a Sonnet 5. Nella documentazione il meccanismo è chiaro: il rifiuto torna con stop_reason: "refusal" e una categoria come "cyber", e un fallback lato server, in beta, può ripetere la richiesta su Sonnet 5. Chi sviluppa strumenti di sicurezza deve tenerne conto. Per un accesso più ampio c’è il Cyber Verification Program, citato da The Decoder. Debuttano anche dei classificatori che bloccano l’estrazione del ragionamento del modello. Servono contro la distillazione, cioè addestrare un modello rivale copiandone le risposte.
Migrare da Sonnet 5 a Claude Sonnet 5.5: cosa si rompe nel codice
Per passare a Sonnet 5.5 non basta cambiare il model ID. La guida di Anthropic elenca cinque modifiche che rompono il codice scritto per Sonnet 5, più una che cambia la forma delle risposte. Eccole, insieme a un cambio di comportamento sull’effort:
thinking: {"type": "disabled"}restituisce un errore 400: per spegnere il ragionamento iniziale si usa{"type": "between_tools"}, accettato fino all’efforthigh;- non si può più obbligare il modello a usare uno strumento: un
tool_choicedi tipoanyotooldà errore; - i blocchi di ragionamento sono legati alla conversazione, e modificare i messaggi precedenti può dare errore 400;
- su Claude API e Google Cloud il vecchio tool
computer_20251124viene rifiutato: serve il nuovocomputer_toolset_20260801; - con l’advisor tool, Opus 4.8, Opus 4.7 e Sonnet 5 non sono più accettati come consulenti di un Sonnet 5.5 e restituiscono un errore 400;
- il testo tra una chiamata agli strumenti e l’altra arriva dentro blocchi
thinking, e un’interfaccia che lo mostrava resta muta; - i livelli di effort sono ricalibrati: per il coding agentico su compiti ben definiti conviene partire da
medium.
In sintesi: il prezzo per token non cambia e servono meno token per task. Sul coding agentico il salto rispetto a Sonnet 5 è netto. Per il codice più difficile Opus 5.5 resta la scelta più solida.
Di modelli come questo parliamo ogni giorno anche su MimírCast, il nostro podcast quotidiano sull’AI.
Fonti:
- Anthropic: annuncio di Claude Sonnet 5.5
- Claude Platform Docs: scheda del modello Claude Sonnet 5.5
- Claude Platform Docs: novità di Claude Sonnet 5.5 e modifiche breaking
- The Decoder: Sonnet 5.5 quasi alla pari con Opus 5.5 nei benchmark
- VentureBeat: Claude Sonnet 5.5 e il costo per task ridotto del 30%
- SiliconANGLE: Sonnet 5.5 il 30% più veloce della generazione precedente
- The New Stack: il lancio di Claude Sonnet 5.5
- GitHub Changelog: Claude Sonnet 5.5 in GitHub Copilot
- GitHub Changelog: Claude Opus 5.5 disponibile in GitHub Copilot
Domande frequenti
Quanto costa Claude Sonnet 5.5?
Claude Sonnet 5.5 costa 2 dollari per milione di token in input e 10 dollari per milione in output, lo stesso listino di Sonnet 5. La lettura dalla cache costa 0,20 dollari per milione di token e la scrittura in cache da 5 minuti 2,50 dollari. Il risparmio annunciato da Anthropic, fino al 30% per task, dipende dal minor numero di token usati, non da un taglio dei prezzi.
Qual è l'ultima versione di Claude Sonnet?
L'ultima versione è Claude Sonnet 5.5, rilasciata da Anthropic il 28 settembre 2026 con il model ID claude-sonnet-5-5. È disponibile su Claude API, Amazon Bedrock, Google Cloud e Microsoft Foundry, con una finestra di contesto da 1 milione di token e fino a 128.000 token di output.
Cosa cambia tra Claude Opus 5.5 e Sonnet 5.5?
Opus 5.5 costa il doppio, 4 dollari per milione di token in input e 20 in output, e resta avanti sul codice più difficile: 54,4% contro 46,2% su FrontierCode 1.1. Sonnet 5.5 invece pareggia sul lavoro d'ufficio misurato da GDPval-AA e supera Opus su Terminal-Bench 4.0, 70,6% contro 66,4%, secondo i dati di Anthropic.
Qual è il modello Claude migliore?
Non esiste un modello Claude migliore in assoluto: dipende dal lavoro. Sonnet 5.5 conviene per agenti ad alto volume, automazioni da terminale e lavoro d'ufficio, dove il divario con Opus è minimo. Opus 5.5 è la scelta più solida per il codice complesso e le decisioni di architettura, e i due modelli si possono combinare con l'advisor tool, in beta.
Cos'è Claude Sonnet 5?
Claude Sonnet 5 è il modello di fascia media di Anthropic che ha preceduto Sonnet 5.5. Ha lo stesso listino e lo stesso tokenizer del successore, ma nei benchmark dichiarati al lancio resta indietro, per esempio 57% contro 80,1% su OSWorld 2.1. Resta in uso anche come modello di ripiego: il fallback lato server ripete su Sonnet 5 alcune richieste rifiutate da Sonnet 5.5.




